Christian Gastaldi

Christian Gastaldi è il nuovo presidente regionale di Agia, l’Associazione dei giovani imprenditori agricoli aderenti a Cia, succedendo nella carica a Luca Lanzalaco: l’elezione si è tenuta venerdì 11 maggio ad Albenga, rinnovato anche l’intero coordinamento regionale in vista dell’elezione dei nuovi organismi nazionali prevista per il 17 e 18 maggio a Roma.

Nuovi membri della giunta Aiga sono inoltre Lorena Lavagna per la provincia di Imperia, Matteo Terrile per quella di Savona, Alberto Airenti in rappresentanza della provincia di Genova ed Elisa Lavagnino per La Spezia.

24 anni, imperiese, Gastaldi è titolare dell’azienda olivicola Tenute Gastaldi che egli stesso ha aperto nel 2013, e che proprio da quest’anno ha iniziato la vendita di olio in bottiglia: «Lavorare per quella che è la mia passione e anche il mio lavoro sarà un impegno e un onore − le sue prime parole da presidente Agia − La grande sfida è naturalmente quella di avvicinare i giovani all’agricoltura, e soprattutto di aiutarli a proseguire nella loro attività una volta esauritisi i finanziamenti, perché il principale problema per chi decide di aprire un’azienda nel nostro settore è proprio quello di riuscire a camminare con le proprie gambe e a consolidarsi».

«Fare agricoltura in Liguria − prosegue Gastaldi − significa innanzitutto salvare il nostro fragile territorio dal dissesto idrogeologico e dall’abbandono, recuperando terreni incolti e riattivando un circuito virtuoso capace di avere importanti ricadute anche sul turismo. E proprio per sensibilizzare sul ruolo sociale dell’agricoltura, Agia parteciperà con un proprio stand alla Festa di San Giovanni dal 12 al 15 giugno a Imperia».

Il settore non se la passa bene: al primo trimestre 2018, secondo gli ultimi dati Infocamere-Movimprese, in Liguria si contano 9.984 imprese attive nell’agricoltura, allevamento, silvicoltura e pesca, 166 aperture tra gennaio e marzo, 312 chiusure (-1,5%). Per la maggior parte (9.192) sono aziende agricole e di allevamento (156 iscrizioni, 297 chiusure), seguono le imprese attive nella silvicoltura e utilizzo aree forestali (433) e quelle di pesca e acquacoltura (359). Anche in questi due comparti il primo trimestre si chiude con un trend in calo: -0,46% nel primo caso e -0,8% nel secondo.

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