Ci sono 736 milioni di euro da recuperare, dal 2002 a oggi, per la maggior parte si tratta di sanzioni del codice della strada non pagate (piccole cifre cumulate nel corso degli anni), ma anche di evasione Tari, il cui incasso annuale si ferma all’80% del totale. Il Comune di Genova deve incassare una bella cifra, «più risorse recuperiamo, più liberiamo quelle accantonate nel bilancio che possono essere usate per la città», spiega l’assessore al Bilancio Pietro Piciocchi.

Per farlo, Palazzo Tursi, con delibera di giunta di inizio maggio, ha dato vita al Noa, Nucleo operativo antievasione, composto da 11 agenti del corpo di Polizia locale e alle dipendenze della direzione Politiche delle entrate. «Una scelta lungimirante che certamente non viviamo come una privazione di un certo numero di nostri uomini, bensì come un arricchimento», spiega il comandante della Polizia locale di Genova, Gianluca Giurato.

Il Nucleo, che succede al Gruppo equità fiscale dell’Agenzia delle Entrate, sarà presente sul territorio genovese agendo su diversi filoni di intervento, ma sono due le priorità specifiche: il contrasto alla morosità e il potenziamento della ricerca di attività non dichiarate.

Gli 11 effettuano i primi controlli nel centro storico di Genova: «Abbiamo scelto questo quartiere perché qui si annida anche il problema legato alla sicurezza – spiega l’assessore alla Sicurezza e Polizia locale Stefano Garassino – Oltre alla presenza di immobili affittati in maniera irregolare e alternanze di gestioni di esercizi commerciali poco limpide: situazioni che vogliamo stroncare. Ma questo non significa che tutti i quartieri non siano monitorati».

Nelle vie del centro storico genovese sono già in corso dal 14 maggio le prime azioni di contrasto alla morosità Tari, con la consegna diretta nelle case e nei negozi di solleciti e avvisi di accertamento (100 quelli inviati nel quartiere) per recuperare il credito, potenziando la riscossione ordinaria prima di procedere dell’intervento coattivo di Agenzia delle Entrate Riscossione. Da fine 2017 a oggi, in tutta la città, sono stati consegnati 15 mila avvisi totali a fronte di 36 mila solleciti Tari.

Il nucleo, che avrà sede negli uffici della direzione Politiche delle Entrate, sarà impegnato anche attraverso una forte presenza sul campo in indagini ad hoc per rintracciare chi, rendendosi irreperibile, non paga il dovuto, risulta nullatenente (ci si concentrerà molto anche sulle verifiche Isee) oppure chi intesta ai familiari fondi nascosti. Verifiche anche su vere o finte convivenze, abitazione registrate come domestiche ma usate come uffici. Molta attenzione verrà posta anche sugli esercizi pubblici. «Dobbiamo migliorare le performance di riscossione – sottolinea Garassino – E identificare i soggetti morosi, capire anche quali relazioni hanno con il Comune, per esempio se beneficiano di servizi o hanno ottenuto licenze. Faremo un’azione massiccia su questi operatori».

L’imposta di soggiorno nel Comune di Genova

strutture extra alberghiere: 1,5 euro
1 stella: 1,5 euro
2 stelle: 1,5 euro
3 stelle: 1,5 euro
4 stelle: 3 euro
5 stelle: 4,5 euro

L’8 febbraio 2018 il Comune di Genova, con delibera di giunta n. 15/2018, ha stabilito la nuova misura dell’imposta di soggiorno, entrata in vigore dal 16 aprile 2018. L’aumento è stato del 50%

Nei prossimi mesi si assisterà dunque a un potenziamento dei controlli per colpire non solo chi evade la tassa rifiuti o altre imposte o ma anche chi occupa in maniera abusiva lo spazio pubblico o non versa l’imposta di soggiorno: sono 850 i controlli annuali nelle strutture turistiche genovesi, per Tursi questa tassa (da aprile aumentata del 50%) vale ben 3,5 milioni di euro. Un tesoretto che potrebbe sparire dalle casse comunali se davvero venisse messa a punto l’ipotesi contenuta nel contratto di governo: «Dovranno passare sul mio cadavere prima di togliere l’imposta di soggiorno – scherza (ma non più di tanto) Piciocchi – Mi trovo in pieno disaccordo con questa misura e non si tratta di una questione di partito: da destra a sinistra, siamo in molti a non capirne il senso. Oltretutto, almeno per quanto riguarda Genova, la tassa non sembra scoraggiare i turisti».

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