Banca Carige procederà a un raggruppamento delle proprie azioni, che oggi hanno un prezzo unitario troppo basso e quindi volatile. Lo ha annunciato l’ad della banca ligure, Paolo Fiorentino, a margine della presentazione della mostra “Genova crocevia della moda” che si terrà nella sede direzionale di via Cassa di Risparmio per i Rolli Days (19-20 maggio).

«Il titolo di Carige – ha precisato Fiorentino – in questi giorni è stato tra i più resilient, c’è chi ha perso anche il sei-sette per cento in due giornate, noi abbiamo fatto piccole correzioni. Devo dire – ha aggiunto – che al prezzo del titolo guardiamo relativamente poco, il titolo è molto mortificato dal fatto che ha un prezzo unitario molto basso, e in quanto tale viene scartato per principio da alcuni investitori istituzionali, perché troppo volatile. Per questo uno dei nostri programmi è di fare il raggruppamento delle azioni, naturalmente mantenendo il principio della totale proporzionalità, senza creare nessun problema agli azionisti, grandi o piccoli che siano, ma dando la possibilità di entrare a una platea più ampia, istituzionale, riducendo la volatilità strutturale. Questo volatilità non si concilia con le necessità di rendicontazione dei gestori».

Parlando della mostra, Fiorentino ha dichiarato: «mi piace collegare l’evento al riposizionamento della banca, stiamo lavorando con l’idea di mettere la banca al centro dei nostri territori, di tornare a essere percepiti come partner sia dalle famiglie sia dalle imprese, liguri e di tutti i nostri territori».

Il ritono all’utile nel primo trimestre del 2018 «è un segnale importante perché, ottenuto senza nessuna operazione straordinaria, dimostra che la banca ha la sua sostenibilità, il che è importante. Abbiamo ripreso a fare il nostro mestiere, a dare denaro alle piccole imprese e quindi abbiamo una crescita importantissima nei primi tre mesi dell’anno, crescita che stiamo consolidando anche nei mesi successivi, abbiamo diversificato la nostra offerta alle famiglie, quindi siamo cresciuti nel risparmio gestito e nelle assicurazioni con percentuali veramente importanti, e poi soprattutto con tanti impieghi per quanto riguarda le piccole e medie aziende. A volte, in passato, la banca fu accusata di fare raccolta in Liguria e impiegare le risorse altrove, oggi principalmente facciamo impieghi in Liguria e mi aspetto che il territorio percepisca quello che stiamo cercando di dare, il nostro contributo alla creazione di valore, di posti di lavoro, di crescita. Abbiamo però bisogno che questa fiducia che stiamo dando al terriorio sia a doppia via. Ci piacerebbe rivedere anche le famiglie riportare in maniera massiva i loro risparmi in Carige».

La trimestrale «dimostra che è possibile anche l’opzione di andare avanti da soli. Sicuramente ci sarebbe grande valore per Banca Carige nel mettersi con qualcun altro e creare magari un operatore ancora più sistemico nel Paese, è altrettanto vero che stiamo lavorando perché anche l’opzione di Banca Carige da sola sia sostenibile, sia safe e dia soddisfazione non solanto ai clienti ma anche agli azionisti».

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