Diminuiscono dell’1,86% le sacche di sangue donate dai liguri tra 2017 e 2016. I dati sono forniti dal Centro trasfusionale ligure, secondo i quali nel 2016 sono state raccolte 81.759 sacche contro le 80.472 del 2017. Guardando i numeri di lungo periodo, aumentano significativamente i donatori over 65 che in sei anni, dal 2011 al 2017, sono cresciuti del 44% passando da 644 a 930; scendono invece i giovani dai 18 ai 25 anni (-14,6%) passando da 4.942 del 2011 a 4.219 nel 2017. Salgono poi del 14,6% i donatori della fascia di età 46-55 che passano da 13.061 nel 2011 a 14.978 nel 2017.

I dati sono emersi oggi, in occasione della presentazione del progetto “Dal dono alla comunicazione” che ha coinvolto numerose scuole liguri di vari ordine e grado. Domani, sabato 5 maggio, verranno premiate le cinque scuole che si sono distinte con i loro elaborati (video, testi, disegni) per raccontare cosa è per loro la donazione del sangue intesa come testimonianza di impegno sociale e civile.

La premiazione che avverrà in Darsena all’Auditorium dell’Istituto Nautico San Giorgio di Genova, verrà effettuata dai responsabili di Fidas Genova e dell’Ufficio Scolastico Regionale. Il bando attribuisce ai vincitori 500 euro ognuno.

Il progetto è nato nel 2014 dalla collaborazione tra Fidas Genova, Ufficio Scolastico Regionale e Lions Club Genova Host: tutti gli anni gli alunni di ogni ordine e grado delle scuole liguri partecipano a un concorso dove, attraverso degli elaborati di vario genere e formato, devono seguire un tema, una traccia, ogni anno differente. Il tema scelto quest’anno è la comunicazione.

«Questa iniziativa è propedeutica al progetto “Donatore 2.0” – spiega Emanuele Russo, presidente Fidas Genova – Vuole puntare sugli studenti della nostra regione per preparare un futuro in cui i giovani siano consapevoli dell’importanza e della forza della loro partecipazione se stanno insieme per risolvere i problemi della comunità».

Approvato dalla Regione in collaborazione con Avis e Fidas, “Donatore 2.0” significa superare la concezione attuale del “dono quando riesco” per arrivare al “dono se serve, quando serve e dove serve”, in modo da raggiungere una programmazione delle donazioni che permetta di avere una costante disponibilità di sangue evitando periodi con troppi afflussi e altri di carenza.

«Obiettivo del progetto è raggiungere e coinvolgere i giovani, gli studenti liguri, a partire dalle elementari sull’importanza della donazione di sangue – spiegato l’assessore regionale alla Formazione Ilaria Cavo – ma arrivandoci per gradi attraverso una coscienza sociale e civile che faccia comprendere il concetto di dono legato anche a temi importanti come, nel caso di quest’anno, la comunicazione. Comunicare in quanto un qualcosa che parte, arriva e ritorna. Inoltre il coinvolgimento delle scuole è fondamentale per sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue».

Secondo Sonia Viale, assessore regionale alla Sanità, «È necessario partire dai giovani per cambiare e migliorare un sistema fondamentale come quello della donazione del sangue. L’obiettivo deve essere quello di superare i periodi di emergenza o di carenza di sangue, che mettono a rischio gli interventi chirurgici creando quindi problemi nella gestione della salute pubblica. Per farlo non basta la buona volontà dei donatori che vanno a donare quando riescono ma serve una progettualità e una programmazione, individuata dal progetto “donatore 2.0” che la Regione ha approvato».

 

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