Giornata nera per la Borsa italiana, affondata dalla notizia che la prima bozza del contratto sottoscritto da M5S e Lega prevede la richiesta alla Bce di tagliare il debito pubblico dell’Italia di 250 miliardi di euro. A Londra il Ftse 100 segna +0,15%, a Parigi il Cac 40 + 0,26%, a Francoforte il Dax +0,2%, mentre Milano ha chiuso le contrattazioni con Ftse Italia All-Share a 25.976,89 punti (-2,29%) e Ftse Mib a 23.734,22 punti (-2,32%). La notizia del contratto ha spinto lo spread a 151 punti, in rialzo di venti punti sui livelli di ieri.

A Piazza Affari tonfo di Mediaset (-5,28%), dovuto non solamente al calo generalizzato nel listino italiano ma anche ai risultati trimestrali giudicati deludenti, con l’utile diminuito del 78% a 3,5 milioni di euro e ricavi in flessione del 3,2% a 860,6 milioni di euro. Deboli le banche, brillante Saipem (+12,2%), in scia al report favorevoledi Morgan Stanley.

Sul fronte dei cambi, l’euro passa di mano a 1,1784 dollari (ieri a 1,1865) e a 129,98 yen (130,823 yen), mentre il cambio dollaro/yen è 110,3 (da 110,321).

In calo il petrolio, nonostante le scorte americane siano calate oltre le attese: il Wti, contratto con consegna a luglio, cede lo 0,35% a 71,12 dollari al barile.

Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005323032) e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 151 punti base, 20 punti base sopra la chiusura di ieri. Sale bruscamente anche il rendimento del BTp decennale, ieri in chiusura a 1,95% e  oggi al 2,12%. Per quanto riguarda la scadenza a 5 anni, il rendimento dei BTp ha terminato allo 0,95% dallo 0,78% di ieri in chiusura.

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