Sarebbe scaduto domani, 30 maggio, il bando del Psr, il Programma di sviluppo rurale, che riguardava le “azioni preventive per ridurre le conseguenze di probabili calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici”.

Oggi, con un decreto dirigenziale in corso di registrazione, la Regione Liguria ne ha posticipato il termine al 19 luglio, visto che nel testo si legge “non risultano presentate domande e nessuna è in corso di predisposizione attraverso il portale Siar, Sistema informativo agricolo regionale”.

La misura (700 mila euro) è rivolta ad enti pubblici (quindi anche i Comuni), ai consorzi di bonifica (in Liguria c’è solo quello del Canale Lunense) e ai consorzi di miglioramento fondiario (come per esempio quello dell’alta valle Sturla), o agricoltori associati per opere a protezione di una pluralità di aziende (minimo tre aziende, anche unite temporaneamente), ma, come conferma Ivano Moscamora, direttore della Cia Liguria «non è questa la misura attraverso cui le aziende agricole fanno riferimento nel Psr».

Gli investimenti possono riguardare esclusivamente opere che abbiano un diretto collegamento con la conservazione del potenziale produttivo agricolo in termini di: prevenzione delle alluvioni che possono causare danni alle strutture agricole; prevenzione delle frane e di altri fenomeni di dissesto idrogeologico che possono causare danni a strutture agricole.

In particolare si parla di spese su argini e canali, impianti di sollevamento dell’acqua, briglie idrauliche, sistemi di monitoraggio e allerta (riservato agli enti pubblici), consolidamento di versanti a rischio frana, spese generali connesse agli investimenti appena citati entro il limite del 6% della spesa totale realmente sostenuta.

decreto sottomisura 5.1 psr

 

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