Gli impegni di spesa corrente della Regione Liguria nel 2016, pari a 3,8 miliardi di euro, nel 2016 si sono suddivisi in questo modo: l’84,3% dedicato a tutela della salute, il 6,2% ai trasporti, il 3,5% a servizi istituzionali, l’1,8 ai diritti sociali, l’1,5% alle politiche per il lavoro, lo 0,9% all’istruzione, lo 0,7% al debito pubblico, lo 0,2% allo sviluppo economico e allo sviluppo sostenibile, lo 0,1% a Beni e attività culturali, turismo, soccorso civile, agricoltura. È quanto emerge dall’analisi della Cgil sui bilanci regionali basandosi su dati di Corte dei Conti, Regioni e Province.

 

La Liguria appartiene a quel gruppo di regioni in cui prevalgono le spese nelle missioni sanità, trasporti e servizi istituzionali. Inoltre la Liguria, insieme alla Toscana, si distingue per una maggiore propensione alla spesa per le politiche del lavoro.

Sempre la Liguria, con Emilia Romagna, Molise, Provincia di Trento e Toscana, presenta livelli dell’offerta sanitaria abbastanza alti, questa volta però associati a valori pro capite della spesa corrente per la sanità più alti rispetto alla media nazionale.

Andando a vedere gli impegni di spesa al netto della sanità (602 milioni) emerge una delle peculiarità della Liguria, insieme ad altre due regioni: nei bilanci di Piemonte, Liguria e Puglia si rilevano le percentuali di spesa più elevate, comprese tra il 10 e il 12% (11,6%) per l’assistenza (diritti sociali eccetera). Al primo posto ci sono i trasporti (39,8%), seguiti da servizi istituzionali 22,4%, politiche per il lavoro (9,6%), istruzione (6%), debito pubblico (4,6%), lo sviluppo economico è ancora in coda con 1,6%, seguito da sviluppo sostenibile (1%) soccorso civile (0,9%), agricoltura (0,8%), turismo (0,6%), beni e attività culturali (0,5%), energia e relazioni con le altre autonomie (entrambe allo 0,2%).

Dal punto di vista delle tasse non c’è stato nessun cambiamento dell’addizionale regionale sull’Irpef per redditi di 14 mila euro (1,23%), in aumento quella per redditi di 24 mila euro a partire dal 2015 (da 1,23 a 1,81%), invariata l’Irap ordinaria dal 2012 al 2015 (3,90%),

Il risultato di amministrazione formale nel 2015 è stato positivo di 124,7 milioni di euro, nel 2016 di +105.322.000, il risultato di amministrazione sostanziale invece -217.670.000 nel 2015, -295.961.000 nel 2016. La Cgil evidenzia che per una corretta e puntuale analisi finanziaria occorre verificare la piena ricostituzione dei vincoli di bilancio, ossia dimostrare la capacità dell’ente di finanziare le spese vincolate e gli accantonamenti di legge. Prendendo in considerazione le nuove norme sulla finanza locale e l’avvio della riforma della contabilità armonizzata, hanno contribuito a un marcato peggioramento del deficit: il decreto legge 179/2015 in tema di contabilizzazione delle anticipazioni di liquidità. In questo caso la Liguria è comunque messa meglio di altre regioni, che evidenziano pesanti deficit dovuto soprattutto alla sanità.

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