Una storia di vita sottoposta a prove durissime, tramutata in qualcosa di positivo, che ha lasciato il segno in tantissime persone. Oggi, una nuova sfida tutta da giocare, con un investimento (oneroso) per una nuova sede sulle alture di Sampierdarena (l’ex Scaniglia Tubino), riattivando una struttura chiusa da tempo e dove coloro che sono stati vicino alla morte fanno progressi enormi per tornare a vivere.

Per spiegare cos’è Rinascita Vita, una onlus per la riabilitazione delle persone uscite dal coma, non si può prescindere dal racconto di come tutto è nato, ossia dall’esperienza di Elena Di Girolamo, che nel 1979 perde un figlio di 14 anni a causa di una caduta dalla motocicletta e il 3 marzo 1980 riceve una telefonata che la fa ripiombare nella disperazione: «È la mamma di Giorgio Tacchino? Venga all’ospedale, suo figlio ha avuto un incidente con la macchina». Giorgio ha 21 anni e per 9 mesi resta in coma. «La mia vita è stata stravolta – ricorda Di Girolamo – all’epoca una persona in coma veniva considerata già morta. Invece noi non ci siamo arresi e da San Martino siamo andati a Milano, poi a Innsbruck, poi siamo tornati a Genova, alla fine, in balia degli eventi, siamo comunque riusciti a gestire tutta la fase post risveglio, con grande dispendio economico». Di Girolamo aveva un’oreficeria, in cui lavorava lo stesso Giorgio, ma la fase di riabilitazione la assorbe a tal punto che decide di fondare un’associazione che possa dare un aiuto alle famiglie delle persone in coma, non solo dal punto di vista della riabilitazione, ma anche del supporto a genitori e parenti, che «subito non capiscono cosa sta succedendo – dice – anche a me è capitato: ti trovi in un limbo, non sai a chi rivolgerti, cosa fare, ecco allora che devi prenderli per mano, rasserenarli, il famigliare, se rimane in piedi, è una risorsa unica, ma capisco anche che non si può lasciare tutto il peso della situazione su di loro».

Rinascita Vita ha 36 anni e riparte da una nuova sede. Chiuso il centro diurno di corso Gastaldi e trasferito nella struttura aperta a gennaio in via Porta degli Angeli 2-4 cancello, restano i 9 posti di residenza a Pegli, in attesa di aprire gli ultimi due piani dell’edificio appena ristrutturato: 24 posti letto dotati di tutti i servizi per pazienti così speciali, con già una fitta lista d’attesa.

Per ora Rinascita Vita è autorizzata e aperta con i servizi semiresidenziale e ambulatoriale: «Questa realtà sulle alture di Sampierdarena – spiega Di Girolamo – era stata assegnata all’Istituto Brignole, ma era chiusa da 10 anni, versava in un pessimo stato, sarebbe stato un delitto non provarci. Avevamo qualche dubbio perché è un po’ fuori dal centro cittadino, ma è stato subito fugato dal silenzio, dal verde panorama, dalla luce del sole, un posto incantevole».

Prosegue lì il lavoro di riabilitazione che fornisce risultati notevoli: «Abbiamo tanti risvegli, gente che inizia a camminare a parlare dopo tanto tempo, da noi spariscono le piaghe da decubito, ma anche le infezioni che le persone contraggono in ospedale. La voce si sparge e i pazienti vengono mandati anche dalle rianimazioni fuori Genova o addirittura dalla Sardegna o dalla tanto rinomata Lombardia, perché hanno sentito come curiamo i pazienti».

Attorno a Rinascita Vita attualmente ruotano 106 pazienti (tutti in convenzione con la Asl) e 100 persone tra medici, fisioterapisti, neuropsicologi, operatori sanitari, logopedisti, infermieri: «Siamo un’associazione diventata impresa, ma con l’obiettivo originario rimasto tale, col senno di poi avrei separato le due cose». (prosegue dopo la gallery)

Nel centro diurno le persone arrivano con le ambulanze intorno alle 8 e vanno via alle 16, nel mezzo svolgono la riabilitazione con logopedista, fisioterapista e neuropsicologo, poi, oltre a pranzare, possono leggere il giornale, ma anche lavorare in gruppo con una lavagna interattiva e, per chi è pronto, è anche possibile provare il simulatore di guida. I fisioterapisti e gli operatori sanitari spiegano i vantaggi dell’uso di queste tecnologie: «con il simulatore – racconta Daniele Gozzi, coordinatore dei fisioterapisti – si può capire come il paziente “esplora lo spazio”, ma anche i suoi riflessi, mentre la Lim consente anche di ascoltare musica, di migliorare la gestualità e la postura».

Tra i casi da ricordare c’è quello di una ragazza che ha ricominciato a parlare dopo 4 anni di costante impegno nella riabilitazione: «Per questi pazienti non bastano due mesi alternati allo stare a casa senza far nulla. Tornare a parlare fa rifiorire la persona – spiega Di Girolamo – perché con il linguaggio si sviluppa nuovamente il cognitivo. Non è un caso che abbiamo deciso di installare le telecamere, perché così possiamo registrare i progressi nei pazienti».

Oggi Di Girolamo, a 79 anni, pensa al futuro: «Vorrei che Rinascita Vita venga conosciuta il più possibile anche fuori dal giro di coloro che sono stati colpiti da un evento che li ha portati da noi. L’obiettivo è anche recuperare fondi per coprire le spese fatte per questa nuova sede. Infine vorremmo instaurare una collaborazione con il Comune, perché siamo nati per offrire un servizio a persone da 18 a 65 anni, ma oggi ci sono pazienti anche più vecchi che hanno bisogno di un appoggio e spesso è il Comune a gestire la cosa».

 

 

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