Uno stand più ampio e nuovo di zecca (nella foto di apertura), ma soprattutto una novità tecnologica che potrebbe rendere molto più fruttuosa la presenza della Liguria a Vinitaly (Verona 15-18 aprile): una modalità di registrazione dei visitatori dello stand con l’obiettivo di inviare loro le informazioni sui vini assaggiati e i contatti dei produttori, ma anche di raccogliere i dati, consentendo di profilare meglio il resoconto finale. Saranno pochi gli stand ad avere a disposizione questa tecnologia innovativa di una startup bolognese.

stefano mai daniele morbelli
Alle spalle di Stefano Mai e Daniele Montebello il nuovo stand dell’Enoteca regionale a Vinitaly 2018

La Liguria sbarca a Vinitaly con l’Enoteca regionale ma non solo: saranno presenti anche una decina di stand privati e uno della Cooperativa viticoltori ingauni (che porteranno anche l’olio). L’obiettivo è «esportare un concetto di territorio», dice Stefano Mai, assessore regionale all’Agricoltura, con il presidente Giovanni Toti che gli fa eco: «La Liguria era indietro sulla promozione dell’enogastronomia come forma di attrazione turistica, stiamo cercando di recuperare e il vino è un ottimo alleato».

Sotto il “cappello” dell’Enoteca regionale (con il supporto di Unioncamere Liguria), nello stand di Regione Liguria (220 mq completamente rinnovati, finanziati grazie a una misura ad hoc del Programma di sviluppo rurale), saranno presenti 73 aziende e 123 etichette.

«Le aziende vitivinicole liguri – spiega il presidente dell’Enoteca Regionale Daniele Montebello – non sono sufficientemente grandi per avere la capacità di presenziare singolarmente. Lo stand rinnovato le valorizza ancora di più».

Investimento per lo stand

Fino all’anno scorso la Regione investiva circa 90-95 mila euro di fondi regionali. Quest’anno è stato possibile beneficiare del Psr, essendoci una misura apposita che finanzia prodotti a marchio, la progettazione è stata dell’Enoteca regionale. I fondi del Psr impiegati sono stati 70 mila, altri 50 mila sommano fondi propri dell’Enoteca e la compartecipazione delle aziende stesse.

Altra novità: per la prima volta saranno presenti tutte e 8 le doc e le 4 igp della Liguria. Inoltre, nello spazio rialzato, sono previsti gli incontri B2B, alcuni sono già fissati, anticipa Montebello: «Con importatori da Sudamerica, Russia e Asia». Le piante aromatiche profumeranno lo stand e Mai anticipa che saranno oggetto di una futura promozione da parte della Regione Liguria, com’è già accaduto per l’oliva taggiasca e il pesto.

L’assessore regionale sottolinea che le sanzioni alla Russia stanno penalizzando molto le esportazioni agroalimentari verso quel territorio, ma nonostante tutto l’anno scorso c’è stato un incremento dell’11%. «Vedo crescere lo spirito imprenditoriale – aggiunge – i numeri in aumento della partecipazione a Vinitaly lo dimostrano. Purtroppo siamo penalizzati dai vincoli Ue che prevedono una crescita non superiore all’1% annuo. Per questo con la Valle d’Aosta stiamo lavorando a un progetto per cambiare la normativa europea. Sulla Russia speriamo che il nuovo governo faccia marcia indietro».

Oggi in Liguria si sfiorano i 1500 ettari coltivati a vite, superati i 6 milioni di bottiglie di vino, «la sfida è riuscire a comunicare il territorio», sostiene Mai.

Quest’anno saranno premiate altre aziende liguri, segno che la strada imboccata è quella giusta. Tra gli eventi da segnalare: domenica alle 15.30 sarà assegnato il premio Viticoltore etico, lunedì 16 alle 14 sfida tra le due regioni eroiche, Liguria e Valle d’Aosta, mercoledì 18 “La mia dolce Liguria”, con degustazione di vini liguri passiti a base di uve Vermentino, Moscatello di Taggia, Scimiscià e Sciacchetrà.

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