Interviene Invitalia (l’agenzia del ministero delle Economia per l’attrazione degli investimenti) come centrale di comittenza per accelerare la progettazione della nuova diga foranea del Porto di Genova e delle opere di completamento del Terminal Ponte Ronco Canepa.

Questa mattina, nella zona del Secondo Fanale Rosso dell’attuale molo di protezione del porto, Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale di Genova-Savona, e Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, hanno siglato la convenzione che sancisce l’investitura dell’agenzia per le procedure di affidamento della nuova diga e del terminal. Erano presenti alla firma il presidente della Regione Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, il comandante della Capitaneria di Porto Contrammiraglio Nicola Carlone.

Da sinistra a destra, contramm. Nicola Carlone, Domenico Arcuri, Marco Bucci, Giovanni Toti, Paolo Emilio Signorini

«Invitalia – spiega Domenico Arcuri – è impegnata ormai da molti anni, e con buoni risultati, nei progetti di valorizzazione dei territori e delle aree strategiche per lo sviluppo del Paese. In Liguria, dopo l’intervento già avviato insieme con il presidente della Regione – commissario di Governo per la galleria scolmatrice del torrente Bisagno, un’opera importante per ridurre i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico, Invitalia è nuovamente coinvolta, sempre come centrale di committenza, nel mettere a punto il progetto di fattibilità e le gare per la nuova diga e il terminal del Porto di Genova. Il nostro obiettivo è accelerare il più possibile i tempi per le procedure di gara e per le attività correlate alla progettazione di interventi così importanti per la difesa delle comunità e lo sviluppo del territorio. Le amministrazioni che hanno bisogno di realizzare opere chiedono il nostro supporto, lo facciamo in tutto il paese, lo facciamo volentieri anche qui».

Si parte dall’affidamento della progettazione della nuova diga foranea (costo stimato dell’opera circa 1 miliardo di euro), che dovrà consentire l’accesso al porto anche alle navi di dimensione maggiore, garantendo la sicurezza della navigazione e la protezione dei bacini interni del porto di Genova.

Invitalia si occuperà poi delle opere di completamento del terminal contenitori Ponte Ronco-Canepa, indispensabili per dare operatività alla banchina (costo previsto 16 milioni). L’Autorità portuale manterrà la funzione di Responsabile unico del procedimento per le fasi di approvazione tecnica e amministrativa dei progetti, mentre Invitalia si occuperà delle fasi di gara per i servizi di progettazione, della verifica dei progetti e delle attività di supporto tecnico-economico.

Il progetto della nuova diga ha per obiettivo una nuova configurazione portuale che garantisca adeguatamente la protezione dei bacini interni, assicuri i transiti delle navi in ingresso e uscita dal Porto, tenendo conto dell’entrata in operatività del terminal contenitori di Calata Bettolo, che prevede accosti di navi fino a 18.000 ÷ 22.000 teu. La nuova configurazione della diga comporta un avanzamento a mare dell’attuale opera di circa 500 metrit, per uno sviluppo di poco meno di 5 km, su fondali medi di 40 metri. Oggi il transito delle navi in arrivo e uscita dal bacino di Sampierdarena è possibile solo attraverso l’imboccatura di Levante, salvo sporadicamente per vettori di minori dimensioni. Il traffico è inoltre ostacolato dai ridotti spazi nautici di manovra e vicinanza dell’aeroporto (limitazioni per il cono aereo) dell’imboccatura di Ponente.

La realizzazione dell’opera avverrà con ogni probabilità per fasi funzionali.

«La sottoscrizione di atti demaniali pluriennali con tutti i principali concessionari, il completamento dei lavori di riempimento dei principali terminal contenitori, l’imminente stipula della convenzione con Rfi per il collegamento ferroviario dei terminal con le linee di adduzione al valico – precisa Signorini – sono passaggi fondamentali per cambiare il volto di Sampierdarena. La nuova diga foranea di Genova è l’opera più necessaria e ambiziosa di questa trasformazione. La settimana scorsa abbiamo avuto prime fondamentali indicazioni dalle simulazioni a Copenaghen; con Invitalia mettiamo oggi solide basi al percorso tecnico amministrativo che ci condurrà alla realizzazione dell’opera. I terminalisti che stanno sul bacino di Sampierdarena – aggiunge Signorini – Messina, Spinelli, San Giorgio, consorzio Bettolo dove ci saranno Aponte e Msc, e Sec, tutti stanno facendo lavori per adeguare i terminal al nuovo assetto. Bettolo lo stiamo completando e consegnando con la concessione, Spinelli continua a fare lavori, ha fatto lo spigolo recentemente, adegua empre il suo terminal, Messina e Gavio sono nell’Ati del ponte Ronco Canepa che è un’altra delle opere oggetto della convenzione. Con Rfi stiamo per definire una convezione che ribalterà la logica di quella firmata qualche anno fa, in cui si diceva: Rfi progetta e realizza i binari fino al confine del demanio marittimo, l’Autorità portuale progetta e realizza i binari dentro il porto. L’Autorità portuale negli anni scorsi questo non lo ha fatto, anche per la complessità delle opere ferroviarie. Stiamo quindi per firmare con Rfi una convenzione in cui loro si farano carico di progettare le opere dentro il demanio marittimo fino ai terminal, e in una seconda fase, quando avremo le risorse, di realizzare i lavori. Le opere ferroviarie sono di una tale complessità che caricare l’Autorità portuale di quel tipo di onere è improprio, quindi spero nella collaborazione di Rfi anche nell’esecuzione dei lavori.Le risorse le metteranno lo Stato e l’Autorità portuale».

Giovanni Toti ha ha dichiarato che «la firma di oggi è il simbolo del lavoro che stiamo facendo. Non è un atto scontato né banale. Il mondo intorno a noi sta cambiando velocemente e noi in questo processo dobbiamo essere trainanti e non trainati. Sono in corso grandi opere, in porto, nei colegamenti ferroviari, nei water front di Genova, Savona, La Spezia, stiamo costruendo il futuro tutti insieme, le parti collaborano. È il momento di essere ottimisti, dobbiamo smettere di piangerci addosso e afferrare tutte le opportunità che il momento, pur confuso, ci offre».

Ottimistico anche il messaggio del sindaco Marco Bucci: «c’è molta vitalità – ha detto – a Genova, c’è energia, siamo il porto più importante del Sud Europa e, con le professionalità collegate all’economia del mare dobbiamo diventare il centro nazionale di competenza della Blue Economy».

 

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