La graduatoria approvata dal Enea esclude le proposte avanzate dalla Regione Liguria per la localizzazione del Centro di eccellenza internazionale di ricerca sulla fusione nucleare, La Spezia con l’area Enel e il sito ex Ferrania nel savonese.

La relazione approvata dal Consiglio di amministrazione dell’Enea mette il Lazio al primo posto con il sito di Frascati (Roma), seguito da Cittadella della Ricerca (Brindisi) e Manoppello (Pescara). Le altre regioni candidate erano Campania, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte e Veneto.

Nel Centro sarà attiva la macchina Dtt (Divertor Tokamak Test facility) che dovrà fornire risposte scientifiche ai problemi complessi sulla fusione ed è considerata l’anello di collegamento con i grandi progetti internazionali, come il reattore sperimentale Iter in costruzione in Francia.Ideata dall”Enea in collaborazione con Cnr, Infn, Consorzio Rfx, Create e alcune tra le più prestigiose università italiane, la DTT sarà un cilindro alto 10 metri con raggio 5, all”interno del quale verranno confinati 33 metri cubi di plasma con un”intensità di corrente di 6 milioni di Ampere , pari alla corrente di sei milioni di lampade, e un carico termico sui materiali fino a 50 milioni di watt per metro quadrato pari a oltre due volte la potenza di un razzo al decollo.

 «Non poteva che finire così – commentano in un comunicato congiunto Raffaella Paita, deputata ligure del Pd e Federica Pecunia, capogruppo dei democratici nel consiglio comunale  spezzino – perché, come Regione, si sono mossi tardi. E pensare che avevamo un grande vantaggio per la presenza di ASG che produce magneti per fusione nucleare. La Regione Liguria ha addirittura proposto due siti diversi, dimostrando il massimo dell’incertezza e un grande ritardo politico. E’ l’ennesima opportunità persa che significa meno futuro industriale e meno lavoro in una Regione che ha perso nell’ultimo anno 7000 occupati. Per La Spezia è una vera e propria batosta di cui le responsabilità sono tutte della destra che ci sta rubando il futuro».

La Regione – dichiarano in una nota congiunta il governatore Giovanni Toti e l’asssessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi – ha la coscienza a posto. Siamo ovviamente dispiaciuti che la commissione di valutazione sul nuovo sito Enea abbia ritenuto non attinenti a tutte le loro esigenze le location proposte da Regione Liguria; valutazione analoga, d’altra parte, è stata data alle aree proposte da Puglia, Abruzzo, Emilia Romagna, Piemonte, Campania e Veneto, nonostante queste regioni avessero offerto risorse aggiuntive rispetto alla già generosa offerta del nostro ente in termini di contributi economici”.”Nelle valutazioni di Enea – proseguono Toti e Rixi – evidentemente ha prevalso la presenza dell’ente di ricerca nella città di Frascati in Lazio, scelta infatti come sede di questo ulteriore sviluppo. I progetti presentati da Regione Liguria nei punteggi attribuiti si sono dimostrati comunque coerenti con le richieste, nonostante le difficoltà strutturali che il nostro territorio sconta ormai da molti anni e che questa amministrazione sta faticosamente cercando di colmare. Spiace dover constatare ancora una volta l’atteggiamento distruttivo delle opposizioni che, dopo aver contribuito alla mancanza di competitività di questo territorio con decenni di inerzia delle loro amministrazioni oggi, senza alcun titolo, si permettono di giudicare gli sforzi compiuti per portare sviluppo e occupazione di qualità nella nostra terra. Ci sembra che questo giocare al tanto meglio tanto peggio non abbia portato loro grande fortuna nelle vicende politiche degli ultimi anni».

Nell”ambito della fusione nucleare, l’Italia contribuisce ai grandi programmi di ricerca internazionali Demo, Broader Approach ed Iter ed è partner delle agenzie europee EUROfusion e Fusion for Energy (F4E). A livello industriale sono coinvolte, a vario titolo, oltre 500 imprese fra cui Ansaldo Nucleare, ASG superconductors (Gruppo Malacalza), Simic, Mangiarotti, Walter Tosto, Delata TI, Ocem Energy Technology, Angelantoni Test Technologies, Zanon, Cecom e il consorzio Icas tra Enea, Criotec e Tratos, che, spiega l”Enea, “si sono aggiudicate gare per quasi un miliardo di euro, circa il 60% del valore delle commesse europee per la produzione della componentistica ad alta tecnologia”. L”Enea è il coordinatore del programma nazionale di ricerca sulla fusione e del consorzio Icas-Italian Consortium for Applied Superconductivity che ha un ruolo attivo nella produzione di componenti nell”ambito del Broader Approach e di Iter.

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