La Liguria ha tutte le caratteristiche per essere la regione numero uno del cosiddetto “maritime tourism”, cioè quel settore che comprende nautica (yachting, boating e sport nautici), crociere e traghetti.

Risposte Turismo è una rete di consulenti, ricercatori ed esperti, specializzata nel fornire soluzioni progettuali e operative a organizzazioni e imprese appartenenti al settore turistico e interessate da problematiche di carattere strategico o gestionale.

Parola di Francesco Di Cesare, presidente di Risposte Turismo, che ha evidenziato, dati alla mano, il volume già presente in Liguria e le prospettive future, anche in chiave di benefici sul territorio, visto che questo particolare settore è dato in crescita del 2-3% all’anno in Europa sino al 2020 (fonte Eu-Blue Growth Study). È quanto è emerso durante il convegno “Come far crescere e valorizzare il turismo che viene dal mare e per il mare”, nell’ambito del Blue Economy Summit in corso a Genova.

Una nave ferry o cruise in accosto attiva una trentina di professionalità sia in ambito portuale sia in ambito non portuale.

In ambito traghetti sono due i porti operativi: Genova e Savona, in cui nel 2017 sono transitati rispettivamente 2,07 milioni (-0,7% rispetto al 2016) e 366 mila passeggeri (+7,8%).

In ambito crociere sono 9 i porti: Genova, Savona, La Spezia, Portofino, Sanremo, Santa Margherita Ligure, Porto Venere, Lerici, Rapallo, per un totale di 2,3 milioni di passeggeri movimentati in 830 navi (-6,46% rispetto al 2016), con un +5,33% di toccate nave (diminuzione solo a Genova e Savona).

L’offerta per i grandi yacht non ha eguali: le marine che possono ospitare imbarcazioni superiori ai 50 metri sono 12, che valgono il 25% del totale degli accosti in Italia (con permanenza media di 4 giorni rispetto ai 2,8 nazionali), ma sono ben 1.375 i posti barca per natanti oltre i 24 metri. Il giro economico di questo settore è notevole, coinvolgendo tantissime realtà anche extra mare.

Nel 2016 Risposte Turismo ha realizzato una ricerca per conto di Stazioni Marittime spa in cui sono state elencate le principali spese a terra dei passeggeri dei traghetti (che a Genova sono circa 2 milioni)

La composizione della “torta” cambia se si parla di crocieristi (studio di Risposte Turismo per l’Autorità portuale della Spezia nel 2016).

Ancora diversa la composizione delle spese a terra dei turisti di grandi yacht (studio di Risposte Turismo nel 2018)

«Diversi elementi – ammonisce Di Cesare – complicano, riducono o addirittura ostacolano il cogliere i benefici di questo genere di turismo da e per il mare: non conoscere i flussi, realizzare iniziative spot, l’assenza di dialogo tra gli operatori privati e pubblici, la mancanza di un’agenda di medio-lungo termine, i tempi lunghi di reazione del territorio». Tra gli indicatori da considerare per valutare i diversi aspetti di una crescita sostenibile, secondo Di Cesare, non c’è solo il traffico, ma anche il miglioramento della soddisfazione della domanda, il coinvolgimento dei fornitori locali, l’occupazione, l’aumento delle ricadute economiche, l’aumento della permanenza media dei turisti, l’allungamento della stagione, la valorizzazione turistica, il contenere impatti ambientali e l’aumento della distribuzione dei benefici.

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