Via libera da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato alla sottoscrizione da parte di Malacalza Investimenti di azioni di Banca Carige oggetto di aumento di capitale. Nel bollettino settimanale l’Autorità comunica la decisione di non avviare l’istruttoria poiché l’operazione in esame non determina «La costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza».

Vittorio Malacalza

Il 28 settembre 2017, in conseguenza di una specifica richiesta formulata dalla Bce, nell’ambito del piano industriale 2017-2020, l’assemblea straordinaria di Banca Carige ha deliberato di attribuire

al cda la delega per procedere ad un aumento del capitale sociale. A esito di tale aumento, che si è concluso a dicembre 2017, e di alcune ulteriori successive acquisizioni, allo stato, il capitale sociale di Banca Carige, ricorda l’Antitrust, per quel che concerne i suoi azionisti principali, è così mutato: Malacalza detiene il 20,63%, Compania Financiera Lonestar detiene il 9,08%, Pop 12 detiene il 5,428%, Sga detiene il 5,39% e Credito Fondiario detiene il 4,894%.La restante parte è ripartita tra numerosi azionisti minoritari.

Il gruppo Carige, spiega l’Autorità garante, «È attivo in diversi mercati», tuttavia «In nessuno di tali mercati si rilevano problematiche concorrenziali».

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