A Euroflora anche l’azienda che ha fatto la “pelle” di Icub

La Orange di Avegno è specializzata in sensori applicati ai tessuti e zaini con pannelli solari, ma ha realizzato anche prodotti "per tutti"

Non vendono fiori, ma li abbiamo trovati a Euroflora, nel mercato verde, con vasi e innaffiatoi fatti in tessuto, ma completamente impermeabili grazie a un tipo di cucitura termosaldata al laser. La Orange di Avegno però è molto di più: un’azienda che ha fatto dell’innovazione una bandiera da 20 anni, tanto che è stata coinvolta nel progetto Icub dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dando al celebre robottino la “seconda pelle” in grado di ricevere gli input necessari per l’interazione.

Dopo una prima parte di attività dedicata alla progettazione e alla ricerca e sviluppo, dalla data di fondazione (1998) sino al 2004, l’evoluzione verso progetti speciali e la produzione vera e propria, tutta fatta nello stabilimento nell’entroterra del golfo Paradiso, ad Avegno, attuale sede dopo lo spostamento da Bogliasco avvenuto nel 2009, come racconta Marcello Bottino, 57 anni, fondatore della ditta: «Siamo specializzati in prodotti tessili intelligenti e innovativi che migliorano la vita del viaggiatore, abbiamo realizzato e brevettato un nuovo sistema per realizzare borse e accessori alimentati a pannelli solari, ma non è l’unico business».

Gli zaini e le borse della Orange hanno supportato, per esempio, la Bbc nella realizzazione di documentari in giro per il mondo, consentendo di ricaricare apparecchi elettronici (dallo smartphone ai computer portatili) attraverso uno zaino con pannelli solari.

Dal 2012 la Orange ha una divisione dedicata al medicale: cinture per il monitoraggio della frequenza cardiaca, cinture con sensori per il monitoraggio cardiaco dei feti in gravidanza, cinture air-bag, sacche per il trasporto dell’holter.

Tra i marchi con cui la Orange ha collaborato ci sono Lamborghini, Ralph Lauren, Sail Racing, Wenger.

La presenza a Euroflora ha uno scopo ben preciso: «Stiamo valutando se attivare la divisione dedicata alle piante – spiega Bottino – tutto era nato dall’idea di abbinare la sensoristica al vaso in tessuto per monitorare se la pianta fosse ben umidificata, ma ovviamente a livello commerciale, per il pubblico di Euroflora, abbiamo puntato sui prodotti privi di sensori e per ora i risultati sono buoni».

Alla Orange lavorano 12 persone e il fatturato è intorno al milione di euro: «I progetti innovativi danno lustro, ma è con l’incremento della produzione che faremo il salto di qualità anche dal punto di vista del fatturato», sostiene Bottino, che non esclude un ulteriore cambio di sede e anche l’ipotesi di lasciare la Liguria.

«Il futuro è l’Iot, l’Internet of things – dice Bottino – e noi possiamo proporre la wearable technology, per esempio stiamo sviluppando una giacca bluetooth per un cliente americano».

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