Pums: ecco come sarà il futuro della mobilità a Genova

Sei gli assi di intervento del Piano urbano di mobilità sostenibile: trasporto pubblico, interconnessione, circolazione privata, mobilità dolce, movimento delle merci, cultura della mobilità

Uno studio di 258 pagine che spiega la strategia (e anche qualche applicazione pratica) su cui si potrà sviluppare la mobilità della città di Genova per i prossimi 10 anni almeno, con 4 linee di forza (Ponente, Levante, Centro e Val Bisagno) più la Metropolitana e tutto che ruota attorno, compresi i parcheggi di interscambio. Un piano che fa tornare appetibile l’uso del mezzo pubblico.

Proprio nel giorno in cui la mobilità cittadina a Ponente è andata in tilt a causa dell’interruzione della linea Genova-Savona e alla chiusura della strada Guido Rossa, il Comune di Genova compie un passo realmente ambizioso “anche filosofico” mettendo «il bastone nella terra», come dice il sindaco Marco Bucci.

Il Cieli, Centro italiano di eccellenza sulla logistica, i trasporti e le infrastrutture dell’Università di Genova, diretto da Enrico Musso, a cui il Comune ha affidato il compito di redigere il quadro strategico preliminare, ha tracciato la linea e suggerito le opzioni (anche con puntuali studi sui costi di ogni servizio), su cui la politica dovrà prendere la decisione finale, «con il supporto dei cittadini che in questi mesi si sono fatti sentire spontaneamente e anche attraverso gruppi e associazioni – dice Bucci – che ringrazio e invito a proseguire in questo cammino di dialogo con le istituzioni».

Il percorso del Pums è appena iniziato e conviene accelerare i tempi (il vicesindaco e assessore alla Mobilità Stefano Balleari qui spiega perché): dovranno essere compiuti dei passi obbligati per legge prima di arrivare all’approvazione entro ottobre 2019 a partire dalla costituzione di un gruppo interdisciplinare in Città Metropolitana per incontrare gli stakeholder. Il passaggio intermedio sarà entro la fine dell’anno. Nulla vieta al Comune di Genova di intraprendere già dei passi indicati nello studio del Cieli. L’ipotesi della tempistica di realizzazione di almeno una parte del Pums è fissata al 2025.

Sei gli assi di intervento: trasporto pubblico, interconnessione, circolazione privata, mobilità dolce, movimento delle merci, cultura della mobilità. Spazio anche al capitolo, fondamentale, dei finanziamenti, con la proposta di costituire un fondo di sviluppo urbano, come sta accadendo in altre città del mondo.

In fondo all’articolo inseriremo il documento completo in modo che i nostri lettori possano farsi un’idea, proviamo però a riassumere a grandi linee tutti i 6 assi di intervento.

Quadro d’insieme, clicca per ingrandire

1Trasporto pubblico

Le linee di forza sono quelle che trasportano almeno 3 mila passeggeri all’ora per direzione. Devono avere un’ottima interconnessione con treno, metropolitana e le altre linee di forza, ma anche le cosiddette linee di adduzione e il traffico privato. Ovunque le tendenze suggeriscono che: devono essere a trazione elettrica, avere una sede propria ovunque sia possibile (corsie preferenziali), una portata massima, avere la priorità dell’onda verde al semaforo e avere in futuro una guida autonoma.

La nuova metropolitana: allungata da Terralba (a Levante) sino a piazza Pallavicini (in val Polcevera), con tre nuove stazioni (due già finanziate, Terralba e Canepari). Si ipotizza di far entrare in funzione anche quella di Corvetto, passando da 8 a 12 stazioni. Nei nuovi punti d’arrivo saranno realizzate aree di parcheggio.

La linea L (Levante): 13 km. Partenza da corso Europa/via Somma, passando per Quarto (via Tigullio), dove sorgerebbe il parcheggio di interscambio, arrivando a Brignole, percorrendo via Fiume via XX Settembre, sino a raggiungere via Fanti d’Italia per tornare indietro. La prima fase di sviluppo prevede la partenza da Quarto.

La linea VB (Val Bisagno): 14,5 km. Partenza da Prato (pian Martello), segue il Bisagno (Molassana, Staglieno, Brignole) sino a piazzale Kennedy. Allo studio tre opzioni: percorso tutto in sponda destra; percorso in sponda sinistra su corso De Stefanis, corso Sardegna, piazza Giusti, via Archimede (o corso Torino e Buenos Aires); sponda destra sino a via Bobbio (ponte Campanella) poi in sponda sinistra. Connessa a parcheggio di interscambio previsto in via Bobbio (casello Genova Est) e alle altre linee di forza esclusa la P. La prima fase di sviluppo partirebbe da Molassana (via Geirato).

La linea C (Centro): 11,3 km. Partenza da Marassi (piazza Galileo Ferraris), arrivo in via Degola a Sampierdarena. Percorso attraverso corso Sardegna, piazza Giusti, via Archimede, piazza Verdi, via Fiume, Via XX Settembre, via Roma, via Balbi, Principe, via Fanti d’Italia, via Cantore, piazza Montano. Il ritorno passando per via Avio e via Gramsci. Collegata con il parcheggio di interscambio previsto in via Dino Col. Connette i nodi logistici, le tre stazioni Fs principali e tutte le linee di forza. Su piazza Galileo Ferraris si concentreranno le linee collinari che non arriveranno così più a Brignole.

La linea P (Ponente): 10,6 km. Partenza da Caricamento, arrivo a Sestri Ponente in via Soliman. Il percorso prevede il passaggio in via Buozzi, via di Francia, via Buranello, via Degola, via Cornigliano, via Siffredi, via Puccini. Al ritorno passaggio per via Avio e via Cantore. Connette il Porto Antico con la stazione Fs Principe, il terminal del bus di via Fanti d’Italia, i terminal traghetti e crociere e la prevista stazione Fs Genova-Aeroporto-Erzelli.

Due opzioni strategiche: la via di corsa può essere vincolata (tram) o libera (lightram, filobus, bus), con – come vedremo – una variazione notevole di costi. L’alimentazione può essere con catenaria (totale o parziale) o a batteria.

Le linee di adduzione e tpl leggero: il piano ipotizza che le linee che porteranno le persone a quelle di forza, potrebbero essere sostituite gradualmente e senza eccessiva esposizione economica, con veicoli elettrici. Si calcola circa 500-550 veicoli di minore portata. C’è anche la possibilità di scegliere l’ibrido classico (elettrico+termico) o plug in (elettrico alimentato con termico o batteria ricaricabile). Entro sei mesi dall’approvazione sarà stilato un piano legato ai servizi su domanda, l’attuale Drin Bus, appaltando i servizi anche ad altri operatori, taxi compresi.

Più spazio ai taxi: incentivi sia per prenotazione online e pagamento integrato, sia per passaggio all’elettrico, ride sharing, abbonamenti con tariffe agevolate, nuovi servizi inclusa la consegna di piccoli colli.

Rivalutare impianti speciali (ascensori, funicolari): adottare manutenzioni predittive per minimizzare guasti e interruzioni e studiare nuovi impianti.

2L’interscambio pubblico/privato

Facilitare l’interscambio, secondo il Cieli, si può attraverso l’informazione sulla disponibilità del trasporto pubblico in tempo reale, la facilità (di tempo, di comodità ma anche di spesa) di lasciare il veicolo privato per usare il trasporto pubblico, l’integrazione di sistemi di pagamento.

I parcheggi di interscambio: complementari alle linee di forza, devono essere di capacità fino a mille posti auto in corrispondenza dei caselli e delle grandi direttrici urbane. Quelli di minor capacità in corrispondenza delle fermate. Saranno 5. Levante (via Tigullio, uscita casello Nervi); Val Bisagno (via Bobbio, uscita Genova Est); Sampierdarena (via Dino Col, uscita Genova Ovest); val Polcevera (zona via Pisoni, vicino nuovo capolinea Metro); Ponente (zona Aeroporto, uscita casello e nuova stazione Fs). Quello di Dinegro (già esistente) faciliterebbe e rafforzerebbe le possibilità di interscambio e potrebbe rispondere a esigenze locali anche su iniziativa dei Municipi. Si ipotizza un altro parcheggio minore in uscita dal casello di Bolzaneto vicino alla stazione ferroviaria, in un’area da individuare. Le tariffe dovranno essere molto basse e flat per gli utenti del mezzo pubblico (un euro al giorno) e ordinarie e progressive dopo le prime ore per gli altri automobilisti.

Integrazione tariffaria: il Cieli propone un sistema di pagamento elettronico (il “Genovino”, basato su meccanismi premiali per i comportamenti virtuosi nella mobilità, usato anche per l’acquisto di altri servizi comunali e per scontare l’accesso a Ztl a fronte di acquisti nei negozi della zona) che consentirà agevolazioni tariffarie per l’uso dei parcheggi e del trasporto pubblico esteso anche agli utenti dei taxi e della mobilità car e bike sharing. Sarà anche studiata l’integrazione tariffaria e la standardizzazione del pagamento anche nei Comuni della Città Metropolitana.

I nodi: i trasbordi tra il nodo di interscambio e il trasporto pubblico saranno progettati in modo che possano avvenire entro la distanza pedonale di cinque minuti, usando anche percorsi attrezzati (tapis roulant, scale mobili, pensiline). I due super-nodi logistici saranno Principe-Fanti d’Italia-Stazioni Marittime e Brignole-piazza della Vittoria, collegati con infrastrutture e servizi navetta.

Collegamento con l’aeroporto: in attesa della nuova stazione ferroviaria di Genova-Aeroporto Erzelli, si propone per il breve periodo la sincronizzazione del Volabus con gli orari dei voli e la riorganizzazione della linea i24 da Sestri.

3La rete viaria e la circolazione privata

Secondo il Cieli occorre rivedere la classificazione delle strade urbane in strade di scorrimento, strade di quartiere e strade locali. «Il fatto che in via Colombo vada a confluire il traffico di scorrimento del Levante non ha senso», dice Musso.

Sulle strade di scorrimento saranno vietate o limitate al massimo la sosta e le manovre che causano rallentamenti.

Nelle strade di quartiere e locali sarà favorita l’introduzione di ztl e zone a velocità limitata (30 km/h). La proposta sarà affidata ai Municipi e alle comunità locali (tranne nel centro cittadino in caso di strade usate da tutti). Previste iniziative per consentire l’utilizzo di “tutor” urbani.

Obiettivi di circolazione: massimizzare la sicurezza; indirizzare i flussi veicolari maggiori verso strade di scorrimento; facilitare l’interscambio verso il tpl e le linee di forza; privilegiare le iniziative di mobilità dolce nelle strade di quartiere e locali; decongestionare dal trffico privato i grandi attrattori di flussi turistici.

In particolare: riorganizzazione dei nodi di Cavour e Caricamento evitando l’avvicinamento delle auto che devono solo invertire la marcia; creare una rotonda o una possibilità di svolta da corso Quadrio ai Magazzini del Cotone per i veicoli in arrivo da Levante; semaforizzare il passaggio pedonale di Nunziata/via delle Fontane (da sempre causa di code per i continui attraversamenti); ztl in via Colombo-Galata e via Roma-XXV Aprile limitando l’accesso a residenti, operatori e clienti degli esercizi commerciali autorizzati tramite il Genovino.

Verso l’elettrico: Per stimolare anche la mobilità privata in chiave sostenibile, il Pums promuove un programma di diffusione capillare di impianti di ricarica (un investimento graduale sino a 500 colonnine entro il 2025 a fronte della concessione d’uso gratuita per i primi cinque anni di due stalli per ogni colonnina). Il Pums concederà incentivi virtuali (i punti Genovino, per chi installa impianti di ricarica in spazi privati). I veicoli termici acquistati dopo l’entrata in vigore del Pums (non c’è la retroattività) saranno esclusi dalle agevolazioni tariffarie sulla sosta e soggetti a stringenti limitazioni alla circolazione. Queste misure riguarderanno anche le due ruote.

Sosta: Tornerà la tariffa per frazione di ora grazie al sitema integrato Genovino. Applicati criteri premiali: le soste di durata breve-media vedranno applicate un criterio di progressività per la sosta di oltre tre ore fuori della propria Blu Area in modo da scoraggiare la mobilità sistematica casa-lavoro. Verranno premiati: l’uso del veicolo privato in connessione col trasporto pubblico; l’uso dei veicoli elettrici o a basse emissioni; l’uso di veicoli a mobilità condivisa. Il car sharing sarà aperto a più operatori anche in modalità free floating, cioè evitando di dover parcheggiare dove si ha preso il veicolo. I ride sharing (ossia il vecchio car pooling) verrà sperimentato in gruppi chiusi di utenti, come per esempio gli studenti dell’Università di Genova.

I percorsi ciclabili, clicca per ingrandire

4La mobilità dolce

La mobilità ciclistica sarà promossa attraverso il “biciplan” previsto dalla legge n.2 del 2018 come piano di settore interno al Pums.

Piste ciclabili: saranno tre per 18 km complessivi, la pista del mare da Boccadasse a Fiumara (ne avevamo parlato qui); la pista del centro da Brignole a Principe (Tolemaide, XX Settembre, via Garibaldi, via Cairoli, Balbi, via Fanti d’Italia); la pista del Bisagno (da piazzale Kennedy allo stadio Luigi Ferraris passando per corso Torino, corso Sardegna, via Monnet). I raccordi saranno attraverso via Petrarca, via San Lorenzo e Raibetta (con limite di 10 km/h) e via delle Fontane. La rete integrerà 25 parcheggi ordinari (rastrelliere), circa 15-20 parcheggi bike sharing. Previsti anche spazi per i runners. Costo previsto 10-17 milioni a seconda delle soluzioni adottate.

Bike sharing, torna l’elettrico: l’insuccesso del servizio attuale è dovuto al fatto che le bici non sono a pedalata assistita. In prima applicazione saranno dispiegate tra le 200 e le 300 biciclette in una ventina di parcheggi lungo la ciclabile. Prenotazione e pagamento con il sistema Genovino. Il servizio verrà organizzato e proposto anche per i turisti, specialmente i crocieristi.

Il bicibus per il trasporto scolastico: Oltre al pedibus (accompagnamento a piedi su un percorso prestabilito da parte di volontari), che consente di bypassare l’obbligo di riconsegna a un adulto, già sperimentato in qualche quartiere, verrà introdotto il bicibus, operato con biciclette individuali o appositi veicoli.

Aree pedonali: considerate cruciali per la qualità della vita urbana. La loro istituzione o soppressione avverrà previa consultazione anche referendaria della comunità dei residenti e degli operatori o su iniziativa del Comune, dei Municipi, delle comunità locali.

5Movimento delle merci

L’aumento del traffico merci anche a causa dell’impennata dell’e-commerce (150 milioni di consegne nel 2017 in Italia), deve essere riorganizzata, visto che il sistema soffre di diverse inefficienze: bassi coefficienti medi di riempimento, domanda frammentata, troppi operatori, mezzi inquinanti, soste irregolari.

Il pacchetto di misure prevede: incremento dei posteggi riservati al carico-scarico, che diventeranno a pagamento in caso di soste medio-lunghe; collegamento in rete degli stalli merci, in modo da informare i corrieri; fissazione di rigorosi limiti orari per le consegne; incentivi-disincentivi legati agli ingombri dei veicoli usati; incentivi per il passaggio a veicoli elettrici, supportando gli operatori con un servizio di van sharing elettrico, che ridurrà gli ingombri per la consegna puntuale; messa a disposizione di punti di consegna/ritiro nelle aree sensibili come il Centro Storico, messi a disposizione gratuitamente dal Comune. Con il servizio di van sharing attivo, verrà disincentivato il veicolo non green attraverso una tariffa di accesso nell’area servita.

Traffici portuali: Il trasporto merci da e per il porto deve restare il più possibile separato dai flussi di traffico urbano. Prevista un’unità di lavoro congiunta fra Comune e Autorità di Sistema Portuale.

6La cultura della mobilità

Far capire i costi sociali di una mobilità inquinante e caotica è una delle missioni del Pums: cambiare le coscienze, sin dalla scuola, per una mobilità più informata e consapevole, è l’obiettivo dichiarato. Lavoro nelle scuole, nelle università, ma anche campagne di sensibilizzazione e un sito con un forum per scambiare esperienze e buone pratiche.

Viene ribadita la volontà di usare strategie premiali per incentivare i comportamenti virtuosi.

Il Pums dovrà contribuire a educare al rispetto delle regole della circolazione. Previsto anche un adeguato aumento delle risorse dedicate a prevenzione e vigilanza.

Inoltre viene proposto un piano per le soluzioni legate ai progetti speciali e un segretariato del piano che riporta al sindaco e agli assessori competenti che individui i soggetti responsabili e coinvolti per ciascun asse del piano, rediga il cronoprogramma, predisponga il quadro di indicatori per valutare l’avanzamento dell’attuazione, riporti trimestralmente lo stato di avanzamento.

Riavvicinare i servizi pubblici ai cittadini: il Comune online promuoverà l’uso di tecnologie telematiche. Il Comune offline trasformerà i Municipi e gli uffici decentrati in punti di erogazione di servizi online soprattutto per le fasce deboli.

Per gli anziani: tariffe agevolate per il trasporto pubblico nelle ore meno affollate e per le tratte in salita; parcheggi dedicati e agevolazioni sulla sosta nei percorsi in salita; servizi ad hoc da e per centri sanitari e di spesa; facilità di accesso alle informazioni; miglioramento delle condizioni di mobilità pedonale (illuminazione, manutenzioni).

Per le persone a mobilità ridotta: abbattimento barriere architettoniche nei trasporti; inasprimento sanzioni per il parcheggio su marciapiede; supporti come segnaletica way finding, segnalatori acustici, percorsi tattili; agevolazioni nei trasporti.

7Costi e dove trovare fondi

I costi delle quattro linee di forza e dei quattro parcheggi di interscambio

I costi complessivi (in milioni di euro)

Modelli di finanziamento e strumenti

Caratteristiche degli interventi

L’approccio innovativo: il fondo di sviluppo urbano, che facilita la combinazione di diverse fonti di finanziamento e strumenti finanziari

Quadro strategico preliminare al Pums

1 COMMENTO

  1. Sono assai curioso di conoscere come mai si ritenga un sistema ettometrico una migliore scelta “value for money” rispetto al tram, considerato che in tutta Europa l’orientamento è esattamente il contrario. Sui sistemi ettometrici mi vengono in mente solo “disastri finanziari”, come Pisa, Perugia, Ospedale San Raffaele, mentre ci sono storie di grande successo per i Tram, come Bergamo, Cagliari, Nizza, Bordeaux…

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