«I risultati delle elezioni politiche in Liguria confermano l’ottimo successo della coalizione di centrodestra, che in tutti i territori cresce rispetto alle straordinarie vittorie delle passate regionali e delle scorse amministrative, confermandosi la prima forza della Regione». Così il governatore della Liguria Giovanni Toti, commenta il risultato delle votazioni.

«Al contrario – prosegue Toti – da una delle sue roccaforti storiche, scompare praticamente il Partito Democratico, che prosegue il trend in discesa delle ultime due tornate elettorali, non riuscendo ad aggiudicarsi neppure uno dei nove collegi uninominali della Regione. Il centrodestra nella città di Genova, dove il Movimento 5 Stelle si è aggiudicato tre collegi, paga evidentemente, rispetto alle elezioni comunali del giugno scorso, l’assenza della lista civica arancione, che in quell’occasione arrivò al 10% dei consensi, segno che molti elettori del capoluogo che avevano trovato in quella formazione risposte ai propri bisogni e alle proprie speranze, non si sono riconosciuti, se non parzialmente, nei tradizionali simboli di partito».

«Il successo del “modello Liguria” – precisa Toti – è ancor più palese nei numeri: la coalizione passa da tre parlamentari ad un numero ancora variabile, per lo spoglio in corso, di circa dodici parlamentari, che significa quadruplicare la rappresentanza ligure di centrodestra a Roma. Uno straordinario risultato e, a tutti loro, va il nostro miglior augurio di buon lavoro, certi che si batteranno compatti per le esigenze di crescita e sviluppo del nostro territorio e per valorizzare un modello politico virtuoso».

Per quanto riguarda il dato nazionale, «i nostri complimenti vanno al segretario della Lega Matteo Salvini, che è stato capace, con tenacia e modernità di linguaggio, di trascinare il proprio partito a un risultato davvero lusinghiero. Un grazie sentito al presidente Silvio Berlusconi per l’instancabile sforzo profuso nella campagna elettorale. Per la coalizione e per tutti i partiti che la compongono si deve aprire però un’inevitabile riflessione e una fase di cambiamento che guardi al futuro del centrodestra. Un futuro capace di valorizzare tutte le realtà cresciute in questi anni e tutti i talenti maturati in termini di esperienza politica e amministrativa, mi auguro con meno autoreferenzialità e meno errori di quelli commessi in questa campagna elettorale».

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