La perdita della base sociale e del senso stesso della propria missione, con la trasformazione in un partito liberal-radicale, ancorato a un’idea astratta di Europa, è alla base della disfatta elettorale del Pd, secondo Dino Cofrancesco, professore emerito di Storia delle Dottrine Politiche dell’Università di Genova.

«Da quando è caduto il muro di Berlino – dichiara Cofrancesco a Liguria Business Journal – il Pci attraverso vari passaggi e sigle è diventato quasi un partito radical-libertario, il partito dei diritti, le sue battaglie spesso riguardano più questioni etiche che il lavoro. E l’Europa. Una delle voci che si sono sentite di più a sinistra è “Europa”, e questo in un momento in cui il cittadino ha tante perplessità sull’Unione Europea. Il Pd avrebbero dovuto spiegare che in Europa ci restiamo ma che vogliamo cambiare certe regole, vogliamo agire sulle istituzioni, vogliamo un’Europa in cui i cittadini contano più degli apparati burocratici. Ma il vecchio Pci aveva battaglioni inquadrati e una base sociale su cui contare per spiegare le proprie ragioni, il Pd no. Si è alleato con Emma Bonino, una mossa che non aveva alcun senso, con l’accettazione entusiasta e incondizionata dell’Europa da parte della formazione della Bonino. Così il Pd ha perso la sua base sociale ripiegando su un’ideologia libertaria europea che può interessare soltanto a una ristretta minoranza, è diventato il partito di chi sta bene, di chi è contento dell’euro. Non è casuale che nei quartieri più poveri vincano i populisti. Ma del resto l’impostazione che hanno dato alla questione europea il Pd e la Bonino non convince neanche molti liberali».

Secondo Cofrancesco c’è anche un motivo più contingente alla base della sconfitta del Pd. «Penosa, disastrosa, è stata la campagna antifascista di questi ultimi mesi. Una campagna fomentata dai centri sociali e in cui il Pd si è lasciato trascinare. I centri sociali andrebbero chiusi, così come l’Anpi non dovrebbe ricevere finanziamenti pubblici. Che senso ha? Che funzione ha l’Anpi? Forse quella di insegnare alla gente a non rispettare il diritto degli altri di riunirsi ed esprimere le loro opinioni? Se Forza Nuova commette dei reati deve intervenire il Tribunale, non l’Anpi con una fatwa».

Quanto a Forza Italia «Ha semplicemente fatto il suo tempo, Berlusconi che è stato una figura importante per un lungo periodo, è ora il simbolo di qualcosa che non convince più. L’ideale sarebbe se una parte di Forza Italia e una parte del Pd confluissero in un partito di centro con programma e leader nuovi».

Quanto dureranno le fortune elettorali dei due vincenti Lega e M5S?

«Credo – precisa il professore – sia prevedibile una maggiore durata della Lega, che ha un suo radicamento etnico-culturale. E poi M5S ha costruito la sua fortuna su promesse di radicale rinnovamento. Se non le mantiene, e non sono promesse facili da mantenere, è destinato alla fine. La situazione attuale ricorda un po’ certe vecchie storie delle campagne elettorali del Sud: “ti do una scarpa ora e l’altra dopo che mi hai votato”. Se le scarpe non arrivano, addio! Del resto abbiamo visto che il malgoverno del Comune di Roma se non ha frenato M5S a livello nazionale, nel Lazio ha avuto i suoi effetti e la candidata grillina è arrivata terza. Si vede che un po’ di razionalità nell’elettorato c’è».

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