In Liguria sono il 26,8% le imprese dell’industria e dei servizi che hanno consentito ai loro dipendenti di aggiornare le proprie competenze o acquisirne di nuove partecipando all’attività formativa organizzata. A dirlo è il Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal (gli ultimi dati disponibili sono relativi al 2016).

Il valore è in linea con la media nazionale, pari al 27%, ma ancora piuttosto lontano dai risultati delle regioni che si piazzano ai primi posti in classifica: le più virtuose risultano Friuli Venezia Giulia (35%), Trentino Alto Adige (34,6%), Veneto (33,4%). Fanalini di coda le regioni del Sud: Calabria (17,7%), Campania (18,7%), Puglia (20,8%). La classifica provinciale vede Pordenone, Parma e Trento ai primi tre posti, rispettivamente con percentuali comprese tra il 39,4% e il 37%.

Rispetto all’anno precedente, a livello nazionale l’erogazione della formazione aziendale del 2016 fa registrare un incremento di quasi un punto percentuale in termini di dipendenti coinvolti nei corsi (oltre 3,2 milioni complessivamente). Più grande è l’azienda, maggiore è la possibilità che metta in atto iniziative formative per i propri dipendenti: la probabilità di ricevere formazione in un’impresa con più di 500 dipendenti è circa quattro volte superiore all’analoga probabilità in un’impresa con meno di 10 dipendenti.

Quanto alle finalità della formazione, le imprese destinano la maggior parte delle attività  effettuate (nel 73% dei casi), per modificare l’approccio dei propri dipendenti alla gestione di procedure già svolte, mentre la restante parte si suddivide equamente tra la necessità di formare nuovo personale in entrata e l’erogazione di corsi a personale interno per acquisire nuove competenze per funzioni completamente diverse.

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