Centrale del Latte d’Italia, terzo player italiano del mercato del latte fresco e a lunga durata, chiude i conti del 2017: la società ha realizzato ricavi per 183,4 milioni di euro (in deciso rialzo rispetto ai 117,7 milioni del 2016) e una perdita netta di 261 mila euro (il 2016 si era chiuso con un risultato netto positivo di circa 12 milioni di euro). Numeri che hanno pesantemente influito sull’andamento del titolo nella giornata odierna di Borsa: dopo essere stato a lungo in fase di volatilità, Centrale del Latte d’Italia, chiude la seduta perdendo oltre il 7% e il valore delle azioni si porta a quota 3,06. 

Le cifre approvate dal cda non possono però essere confrontabili con quelli di due anni fa, perché il precedente esercizio, come si legge nel documento societario, “comprendeva il conto economico della controllata Centrale del Latte della Toscana spa” solamente per tre mesi del 2016. Sui risultati dell’anno hanno anche pesato “costi straordinari e non ripetibili al netto dei quali l’Ebitda sarebbe stato pari a 7,4 milioni”. A peggiorare è invece la posizione finanziaria netta che a fine anno risultava negativa per 62,3 milioni (rispetto ai -60,2 milioni del 2016).

I vertici della società, in ogni caso, promuovono l’andamento con cui si è chiuso il 2017, che ha registrato “significativi segnali di crescita e un recupero delle marginalità e della redditività gestionale” e scommettono su un 2018 di “ulteriore consolidamento”, dopo aver registrato a gennaio “una crescita del fatturato del 3%”. Tra gli obiettivi anche l’ulteriore razionalizzazione dei costi di gestione.

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