«È in fase di revisione la normativa regionale relativa al sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica. Abbiamo molto apprezzato l’iniziativa regionale e Snag-Confcommercio ha presentato proprie osservazioni al riguardo». È quanto dichiara Romano Ramos, presidente di Snag Genova, l’associazione dei rivenditori di giornali e riviste aderente ad Ascom-Confcommercio.

«Gli indirizzi regionali – prosegue Ramos – prevedono il riconoscimento ai Comuni della possibilità di individuare le zone “sensibili” di salvaguardia delle esigenze di sostenibilità ambientale e di viabilità: zone nelle quali sarà previsto un regime autorizzatorio per l’apertura dei nuovi punti vendita, per il trasferimento e per l’ampliamento di quelli già esistenti, il tutto nel rispetto di particolari condizioni estetiche e funzionali degli immobili e/o manufatti, ivi compresa l’assenza di barriere architettoniche. Lo Snag saluta con particolare favore la previsione anzidetta, e indica come quantomeno auspicabile, ai fini applicativi, la massima estensione possibile di tale territorio, affinché sia consentita la sopravvivenza dei punti vendita esclusivi esistenti».

Secondo Ramos, «La nostra categoria è in grande difficoltà per effetto di una serie di fattori negativi quali la crisi dell’editoria in genere, le numerose novità edigtoriali generete dalla tecnologia web, dai free press, i quali nell’insieme contribuiscono alla forte diminuzione delle vendite. Lo conferma, purtroppo, il fatto che, negli ultimi anni, oltre 120 rivendite nella sola provincia di Genova hanno chiuso definitivamente per mancanza di reddito!»

Altri punti salienti messi in evidenza dallo Snag-Confcommercio sono relativi all’ampliamento dei prodotti messi in vendita dalle edicole, al concetto di “attività prevalente” per i punti vendita di giornali e riviste non esclusivi, alla parità di trattamento tra le varie testate e agli orari di apertura”.

Conclude Ramos: «Il nostro è un lavoro che offre la possibilità di incontrare ogni giorno tante persone diverse di ogni età: praticamente è come creare una grande famiglia e, per questo, le edicole rappresentano un formidabile e capillare punto di presidio del territorio. Molti giornalai sopravvivono grazie a tale frequentazione, vendendo anche prodotti extra-editoriali ovviamente nel rispetto delle normative vigenti, benchè la nostra attività sia impegnativa non solo per l’orario, mediamente siamo aperti dalle 5,00 alle 20,00 circa, ma anche perchè non sappiamo cosa siano i “weekend” e non abbiamo il diritto di chiudere quando ci necessita o lo desideriamo».

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