In Liguria, dal 2000 al 2016, i posti letto nel comparto alberghiero sono 14.523 in meno, pari a un -19% e un tasso medio annuo negativo dell’1,3%. Sul differenziale totale a livello nazionale, la Liguria è una delle due regioni in negativo, con una percentuale del -3,7% (la Valle d’Aosta registra un differenziale del -0,2%). È quanto emerge dal XXI Rapporto sul turismo italiano curato da Iriss-Cnr.

La diminuzione di letti rilevata per il comparto alberghiero in Liguria è stata poco più che compensata dall’aumento di quelli extralberghieri: come differenziale sul totale si attesta a un +2,4% (13° posto italiano); sul differenziale complessivo la Liguria incide per lo 0,1%.

Anche l’andamento congiunturale non è incoraggiante: la Liguria è terz’ultima per variazione percentuale dei posti letto alberghieri con –1,8% del 2016 rispetto al 2015, mentre registra un +0,2% (quart’ultimo posto italiano) per gli extralberghieri. Complessivamente, rispetto al 2015, i posti letto in Liguria sono calati dello 0,6%.

C’è da dire che per gli alberghi solo sei regioni vedono una congiuntura positiva rispetto al 2015.

In Liguria il numero di imprese registrate nel settore turistico è di 17.185 (il 10,5% del totale, terzo posto tra le regioni per quota sul totale).

La composizione dei posti letto per tipologie extralberghiere, ha registrato incrementi in tutte le categorie in Liguria dal 2002 al 2016: nei campeggi sono passati da 53.886 a 58.760 (+0,6% in media all’anno), negli agriturismi da 1.508 a 5.773 (+10% in media all’anno), nei bed & breakfast da 841 a 4.144 (+12,1% in media all’anno), negli alloggi in affitto o altri esercizi da 14.021 a 20.388 (+2,7%) in media all’anno. In totale si è passati da 70.256 posti letto disponibili, a 89.025.

Anche la composizione del mercato è cambiata: nel 2002 il 76,7% di chi sceglieva una vacanza non in albergo andava in campeggio, nel 2016 la percentuale è scesa al 66%. Leggermente cresciuta la percentuale di chi preferisce alloggi in affitto: dal 20 al 22,9%, l’impennata è degli agriturismo da 2,1% a 6,4, mentre i bed & breakfast hanno conquistato il 4,7% del mercato (rappresentavano l’1,2% nel 2002).

Piuttosto bassa la quota della Liguria sul totale nazionale per queste categorie ricettive: il 3,2% nel 2002, il 3,3% nel 2016. La Liguria “pesa” per il 2,7% in Italia come posti letto negli agriturismi, il 3,5% negli affitti, il 2,6% nei bed & breakfast, il 6,1% nei campeggi.

L’impatto di airbnb

Il rapporto evidenzia come il sistema della ricettività sia stato scosso dal fenomeno airbnb, cioè la possibilità da parte di privati, di rendere disponibile una stanza per i turisti attraverso l’omonimo portale. L’Italia è il terzo paese al mondo per numero di airbnb dopo Usa e Francia.

Il 4% degli airbnb in Italia è attivo in Liguria.

In diverse riunioni avute con loro un po’ in tutta Italia emerge la considerazione che le strutture ricettive che più patiscono l’imporsi degli airbnb sono quelle non localizzate nel centro delle città, ma nei dintorni o nelle periferie. Questo spiega perché in alcune città vi sia stato un forte aumento delle presenze turistiche, ma una diminuzione di quelle alberghiere oppure perché l’aumento del movimento turistico bene percepito da molti altri indicatori apparentemente non si sia tradotto in un aumento di presenze nella ricettività ufficiale.

 

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