Si avvicina la riapertura dei tre Pronto soccorso degli ospedali di Bordighera, Cairo Montenotte e Albenga, attesa entro la prima metà del 2019: è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea il bando per la procedura a evidenza pubblica finalizzata all’affidamento ai privati della gestione dei tre nosocomi liguri, che rimarranno pubblici.

Due i punti fermi: la riapertura dei Pronto soccorso con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e del rapporto di impiego dei lavoratori con le Asl di appartenenza.

Il bando prevede la gestione in regime di concessione dei tre presidi, per una durata di sette anni, prorogabili per ulteriori cinque. Due i lotti: uno per l’ospedale S. Charles di Bordighera, per il quale sarà la Asl 1 imperiese a stipulare il contratto con il privato aggiudicatario, e l’altro per gli ospedali Santa Maria della Misericordia di Albenga e San Giuseppe di Cairo Montenotte, per cui il contratto sarà stipulato dalla Asl 2 savonese. Secondo il cronoprogramma, entro i prossimi 100 giorni è prevista la presentazione delle domande che dovrà avvenire entro l’11 giugno prossimo. Seguiranno una serie di procedure tra cui i sopralluoghi e la nomina della commissione: l’apertura delle buste è prevista il 26 giugno.

La gara dovrebbe quindi essere aggiudicata entro il prossimo autunno, con la firma del contratto tra la Asl competente per territorio e il privato e, salvo eventuali ricorsi al Tar, l’apertura dei tre Pronto soccorso potrà avvenire entro la prima metà del 2019, con la messa in funzione dei tre presidi ospedalieri da parte dei privati.

Per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti questo «significherà un miglior servizio per gli utenti senza alcun costo aggiuntivo, la riapertura dei Pronto soccorso e la possibilità di nuove cure e di nuovi reparti». La vicepresidente e assessore alla Sanità Sonia Viale ha affermato che «il bando rappresenta una straordinaria opportunità di potenziamento del sistema sanitario ligure nel ponente, sottolineando in particolare la tutela dei lavoratori che rimarranno dipendenti dell’Asl di appartenenza».

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