Candidati ai collegi plurinominali scelti attraverso la selezione online, quelli ai collegi uninominali scelti direttamente dallo staff di Luigi Di Maio tra figure della società civile che hanno voluto mettersi in gioco.

Avvocati, architetti, imprenditori, docenti universitari, attivisti nel campo del sociale. Sono i candidati parlamentari del Movimento 5 Stelle, presentati oggi a Genova. Lo scopo? Non più presentarsi come forza di rottura, ma di governo.

Plurinominale Senato: Matteo Mantero (Liguria 1), Elena Botto (Liguria 1), Andrea Boccaccio (Liguria 1), Daniela Marenco (Liguria 1)

Uninominale Senato: Massimo Conio (Liguria 1), Mattia Crucioli (Liguria 2), Fulvia Steardo (Liguria 3)

Plurinominale Camera: Sergio Battelli (Liguria collegio 1), Leda Volpi (Liguria collegio 1), Fabio Romano (Liguria collegio 1), Ilaria Mastrorosa (Liguria collegio 1), Simone Valente (Liguria collegio 2), Marina Silvestri (Liguria collegio 2), Terenzio Dazzini (Liguria collegio 2), Nicoletta Guglielmo (Liguria collegio 2).

Uninominale Camera: Federico Manfredi Firmian (Liguria 1 – Sanremo), Leda Volpi (Liguria 1 – Savona), Roberto Traversi (Liguria 3 – Ge Serra Riccò), Marco Rizzone (Liguria 4 – Ge Bargagli), Rossana Cuneo (Liguria 5 – Ge Rapallo), Lucia Sommovigo (Liguria 2 – Savona).

Qui il dettaglio con le biografie: Candidati M5S Camera e Senato

Un programma di 20 punti che va dalla riduzione delle leggi inutili («occorre intervenire sulla scrittura stessa delle leggi, renderle più comprensibili anche nella lettura», dice Crucioli, avvocato amministrativista) ai tagli agli sprechi e ai costi della politica, rimettendo in circolo – secondo i 5 Stelle – 50 miliardi. Riduzione delle aliquote Irpef, riduzione del cuneo fiscale e dell’Irap per le imprese le proposte fiscali, con Daniela Marenco, funzionaria all’Agenzia delle entrate, che evidenzia: «oggi la domanda interna è il nostro più grande problema, il nostro sistema fiscale grava sull’economia reale e non su quella finanziaria, il programma dei Cinque Stelle è keynesiano». Due miliardi per la riforma dei centri per l’impiego e investimenti in nuove tecnologie per moltiplicare l’effetto occupazionale.

La riduzione della burocrazia, ma anche tempi certi per la giustizia, aspetto che ostacola gli investimenti esteri, come evidenzia Marina Silvestri, avvocato che difende le cause dei lavoratori venuti a contatto con l’amianto. Roberto Traversi, architetto, evidenzia che anche per chi fa il suo lavoro la legge è un puzzle difficile da interpretare.

Aiuti alle famiglie, con 17 miliardi per chi ha figli, applicando il modello francese di rimborso per asili nido, pannolini e baby sitter, introducendo l’iva agevolata per i prodotti non solo per neonati e infanzia, ma anche per la terza età, aumento dell’importo detraibile per l’assunzione di colf e badanti. «Oggi non esistono molti aiuti per chi ha in famiglia un disabile o un anziano da seguire», dice Nicoletta Guglielmo, che lavora nel settore.

Sulle pensioni (il sistema, visto il grande squilibrio tra persone in età da lavoro e anziani che è destinato ad aumentare, è da riformare), il Movimento propone una minima di 780 euro netti al mese per tutti con 1.170 per una coppia.

Dichiarato anche un aumento delle risorse per la sanità pubblica.

Un aumento della spesa pubblica quindi, ma bilanciato – nei piani del Movimento – da una maggiore ricchezza provocata da maggiori investimenti in deficit, ad alto moltiplicatore, uniti a una riduzione delle spese improduttive, ai tagli agli sprechi e alla lotta alla grande evasione fiscale in modo da ridurre il rapporto debito pubblico/pil di 40 punti in 10 anni.

In tema immigrazione i Cinque Stelle propongono stipula di trattati per i rimpatri e ben 10 mila nuove assunzioni nelle commissioni territoriali per valutare in tempi rapidi se un richiedente asilo ha diritto o no a stare in Italia.

Resta la volontà di creare una banca pubblica per gli investimenti.

La tutela del made in Italy si declinerà anche attraverso il sito italia.it che diventerebbe la piattaforma e-commerce per i prodotti made in Italy nel mondo. Il Movimento 5 Stelle vuole anche creare il ministero del Turismo separato da quello dei Beni culturali. Per Andrea Boccaccio, manager turistico, le potenzialità della Liguria sono in larga parte inespresse per la mancanza di una cabina di regia.

Alice Salvatore con gli altri consiglieri regionali e l’europarlamentare Tiziana Beghin, ha tenuto a battesimo la prima uscita dei candidati.

Matteo Mantero e Simone Valente (nella foto), candidati per i collegi plurinominali rispettivamente di Senato e Camera, tornano sulla polemica delle cosiddette “restituzioni”, ossia i versamenti che alcuni parlamentari hanno solo finto di effettuare per poi ritirarli: «Sfidiamo gli altri a versare anche loro sul conto del ministero, soprattutto Raffaella Paita ed Edoardo Rixi. In 5 anni noi 3 parlamentari liguri abbiamo versato circa mezzo milione di euro nel fondo per il credito alla microimprenditorialità, creando così 110 nuove aziende in Liguria».

 

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