Genova ha il suo primo Innovation Habitat sull’intelligenza artificiale. Si chiama Digital Tree ed è dedicato a chi investe e a chi opera nei settori più innovativi della Quarta rivoluzione industriale, in particolare il “cognitive computing” e il “machine learning”.

Presentato un anno e mezzo fa (guarda qui il nostro videoservizio), il Digital Tree, che ha sede in viale Cembrano 2 a Sturla, rappresenta un luogo e un riferimento per il radicamento della cultura digitale, possibile grazie a un modello innovativo, sostenibile e virutoso di collaborazione tra pubblico e privato: nel palazzo “smart”, un edificio di 1.600 metri quadrati disposti su quattro piani, sono ospitati l’impresa genovese attiva nel campo dell’Ict Softjam, ideatrice dello stesso Digital Tree, ma anche l‘Innovation Hub, lo spazio di co-working tecnologico per le imprese, l’Academy per la formazione e gli eventi. Uno spazio culturale, ma anche di business, un vero e proprio habitat naturale dell’innovazione, in cui sono coinvolti diversi attori: startupper, imprese innovative, venture capitalist, università, formatori, visionari, operatori del settore dell’educazione, amministrazione pubblica e no profit.

«Un luogo in cui si incontrano diverse anime, da quella a supporto dell’imprenditoria innovativa a quella formativa − spiega Andrea Pescino, ceo di Softjam − Abbiamo già diverse iniziative in calendario: il 7 marzo ci sarà il primo meetup, il 10 marzo il primo startup bootcamp, a fine mese la call for application per startup. Ci stiamo muovendo in tempi rapidi, con il coinvolgimento anche di molte imprese del territorio, tra cui anche grandi realtà come Rina e Costa Crociere».

Tutto è nato quando la precedente amministrazione comunale ha lanciato il bando per la riqualificazione e la valorizzazione dell’edificio di viale Cembrano 2, di proprietà del Comune, un palazzo storicamente già inserito nel tessuto cittadino e che in passato ha ospitato operatori nel settore delle tecnologie. Grazie a quel bando, all’interno del quale è stata richiesta la realizzazione di un incubatore certificato e l’erogazione di servizi dedicati alle startup, l’edificio è stato affidato in concessione a Softjam, che ne ha fatto un fulcro dell’innovazione. L’investimento economico per gli interventi strutturali e per la realizzazione dell’Innovation Hub è di circa 1,5 milioni di euro in 4 anni.

La presentazione a Palazzo Tursi a Genova

«Un ottimo esempio di come l’amministrazione deve aiutare le imprese − sottolinea il sindaco di Genova Marco Bucci nel corso della presentazione odierna a Palazzo Tursi − Raccolgo con piacere questa eredità della precedente giunta, un esempio di come voglio che la macchina comunale lavori con il mondo imprenditoriale: vorrei che davanti al Comune ci fosse la fila di imprese per chiedere immobili, competenze e risorse umane». Dello stesso avviso Edoardo Rixi, assessore regionale allo Sviluppo economico: «Fondamentale l’incrocio pubblico-privato per gli investimenti in hi-tech, da parte nostra investiremo, nei prossimi due anni, 54 milioni di euro in questo settore − spiega − Le startup stanno crescendo, le nostre imprese innovative riscuotono sempre più successo, anche all’estero, ma c’è ancora molto lavoro da fare». Soprattutto si deve creare un «sistema-città in grado di aiutare i giovani e l’innovazione a crescere», precisa Bucci.

Tra le attività previste dal Digital Tree per il 2018 non solo eventi formativi di spessore e di approfondimento sul tema dell’innovazione, ma anche un serie di appuntamenti più “leggeri”, tra cui la Smart Focaccia, una sorta di aperitivo a base del prodotto tipico genovese durante il quale i partecipanti potranno scambiarsi idee e progetti, ma anche una formazione per i più piccoli (parliamo di bambini dai 5 anni), tenuta da un “prof” di tutto rispetto: un esperto di coding su Minecraft che, ad appena 12 anni, insegnerà le basi e l’apprendimento della materia ai suoi ancor più giovani studenti.

Un supporto a Softjam in questa impresa arriva non solo dal PoliHub del Politecnico di Milano, che in linea con la propria mission ha offerto a Digital Tree il proprio supporto in fase di concezione iniziale, ma soprattutto da Microsoft, partner d’eccellenza dell’azienda innovativa genovese: «Possiamo fare la differenza solo unendo le forze − afferma Silvia Candiani, amministratore delegato di Microsoft Italia − I recenti sviluppi del cloud computing, con gli scenari più avanzati in termini di intelligenza artificiale e big data, stanno rivoluzionando lo scenario aziendale e di conseguenza le competenze richieste ai giovani che oggi si affacciano sul mercato del lavoro: Digital Tree è la testimonianza concreta del cambiamento in atto».

Del resto, come ha ricordato anche Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, «la digitalizzazione e i cambiamenti della quarta rivoluzione industriale sono sempre più pervasivi, in ogni ambito. Credo che tutto ciò porterà dei benefici, non vedo grossi rischi per l’occupazione, anche se alcuni li paventano. C’è però molto lavoro da fare, a partire dalla formazione – e non mi riferisco solo a quella universitaria – per far sì che i nostri giovani siano preparati ad affrontare le nuove sfide dell’occupazione e a cogliere le nuove opportunità. Dal punto di vista delle imprese, molto si è fatto con il piano Impresa 4.0, ma ciò che ancora manca è una pianificazione a medio-lungo termine».

In particolare, come ha sottolineato Stefano Mainetti, ceo di PoliHub, nel suo focus sulle startup in Italia, «gli investimenti in Italia aumentano, ma sono ancora pochi rispetto a quelli degli altri Paesi europei, dove si toccano anche i 3 miliardi di euro all’anno, mentre noi siamo molto al di sotto il milione di euro. Inoltre, i dati ci dicono che il nostro Paese crede ancora troppo poco nei suoi giovani: la crescita degli investimenti nell’ultimo anno è dovuta solo all’aumento delle risorse investite da parte di soggetti stranieri».

Al quarto trimestre 2017 (dati Infocamere-Registro Imprese) sono 8.475 le startup innovative in Italia (+6.84% rispetto al trimestre precedente). 158 sono in Liguria (l’1,87% del totale nazionale). Le regioni più vivaci sono Lombardia (2005, di cui 1-370 solo in provincia di Milano), Emilia Romagna (863), Lazio (839), Veneto (772). Il fatturato medio per startup è ancora piuttosto basso, circa 154 mila euro.

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