Un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Politecnica ingegneria ed Architettura, Mythos, Consorzio Stabile scarl, 3Ti progetti Italia, Ingegneria Integrata spa e l’archietto Roberto Burlando, è, per ora, al primo posto della graduatoria per il bando della progettazione definitiva (con l’opzione per l’esecutiva) del nuovo ospedale Galliera.

Da sinistra, Giovanni Toti, Giuseppe Zampini e Sonia Viale

L’aggiudicazione è provvisoria perché occorrono alcune verifiche di legge prima dell’aggiudicazione definitiva. Al secondo posto, distanziato di 2 punti, c’è il raggruppamento formato da Steam srl, Pinearq slp, Obr Open Building Research srl, Hmr srl, Ruggero Dameri (geologo). Al terzo il raggruppamento formato da Proger spa (capogruppo mandataria), Manens Tifs spa, Vittoria Company srl, React Studio srl, Inar srl e l’ingegnere Maurizio Michelini. In tutti e tre i raggruppamenti è inserita una realtà locale.

Si tratta del primo appalto Bin (Building information modeling) della Liguria, previsto dal codice degli appalti, per ridurre gli errori progettuali, le riserve delle imprese, le varianti in corso d’opera e gli oneri di riprogettazione per ottenere un potenziale risparmio di tempo e costi.

«Il bando è stato chiuso con un mese di ritardo – spiega Giuseppe Zampini, vicepresidente del Galliera – ma recupereremo il tempo perduto, perché i primi classificati hanno garantito una consegna degli esecutivi con un mese di anticipo, inoltre lo sconto di oltre il 40% sulla base d’appalto è un’altro grande vantaggio».

Lo sconto offerto dal primo classificato è del 43,2% sui 9,25 milioni di euro di base d’asta, pari a circa 4 milioni.

Prima della conferenza stampa, Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle, ha annunciato che farà un esposto alla Corte dei Conti, perché la Regione avrebbe finanziato il progetto con 41 milioni, senza avere a disposizione un piano economico-finanziario definitivo, un piano che il Galliera avrebbe commissionato a Deloitte, ma che, a detta dei pentastellati, non è ancora pronto.

«Non so di che si tratta – dice Zampini – ma spesso questi esposti spesso costano alla comunità più degli effetti che producono. Siamo pronti a confrontarci sul progetto ingegneristico, non sulle strumentalizzazioni, se non ci sono errori devono essere gli altri a doversi adattare al bene comune». «A parte che tutti questi accessi agli atti vengono pagati dalla cittadinanza – aggiunge il presidente Giovanni Toti, che, colto di sorpresa dall’annuncio dei Cinque Stelle, ribatte – questa è la prova del nove della bontà del progetto del Galliera».

Su un piano diverso è la relazione della Corte dei Conti dello scorso 16 febbraio, con alcune puntualizzazioni relative ai costi, che risulta obsoleta perché non aveva tenuto conto dei dati e dei documenti inviati il 25 luglio 2017, in cui venivano aggiornati sia i costi del primo lotto, sia l’ammontare delle risorse provenienti dall’alienazione del patrimonio immobiliare.

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