L’Auditorium di Banca Carige era pieno di studenti dell’Istituto Majorana – Giorgi, questa mattina. I ragazzi erano venuti a imparare come si usa consapevolmente il denaro che, grazie alla tecnologia e ai nuovi dispositivi può oggi essere scambiato online in tempo reale e allo stesso tempo controllato per verificare in ogni momento come è stato speso.

Organizzata dalla FEduF (Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio) e da Banca Carige, l’iniziativa “Economiascuola” accoglierà, nell’Auditorium di Carige, complessivamente circa 380 ragazzi di cinque istituti di Genova (Istituto Majorana – Giorgi, Liceo Marconi Delpino, IIS Carlo Rosselli, Liceo Artistico Klee Barabino e Istituto Professionale Marsano), in quattro date: oggi e il 15 e 22 febbraio e l’1° marzo.

«Questa iniziativa – spiega il responsabile commerciale di Banca Carige e presidente della Commissione regionale Abi della Liguria Gianluca Guaitani – offre ai nostri ragazzi un’opportunità unica di sviluppo delle proprie competenze e fornisce loro gli strumenti per usare il denaro in modo consapevole. Le nuove tecnologie portano con sé grandi vantaggi ma necessitano di un’adeguata conoscenza per essere al meglio gestite. Banca Carige guarda con attenzione al mondo dei giovani e all’innovazione e la proposta formativa che portiamo avanti con FEduf pone le basi di una relazione serena tra la banca e quelli che saranno i clienti di domani».

Pay 2.0. Il denaro del futuro” conduce gli studenti alla scoperta delle nuove forme di moneta e pagamenti elettronici, dalle carte di credito fino alle nuove frontiere digitali come le app che permettono di scambiare il denaro attraverso gli smartphone. Spesso i ragazzi, legati all’approccio tradizionale delle famiglie italiane, considerano il contante più sicuro e gestibile rispetto alla moneta elettronica, che vedono come qualcosa di incontrollabile e pericoloso perché non ne conoscono le caratteristiche di sicurezza, sostenibilità, tracciabilità e legalità.

Da un recente instant poll condotto da FEduF, in collaborazione con Ipr Marketing, sul tema dei pagamenti digitali, su circa 200 ragazzi di età compresa tra 14 e 17 anni è infatti emerso come questi si fidino della tecnologia, ritengano comodo e sicuro l’uso di pagamenti digitali, ma non ne conoscano i meccanismi di tutela e sicurezza. Il sondaggio rivela, inoltre, che nella quasi totalità dei casi, non c’è propensione a stabilire un budget preventivo di spesa quando si affronta un’esperienza di acquisto online.

Ma quanto sono disposti a spendere i nostri ragazzi (14-17 anni) quando comprano online? A questa domanda gli intervistati hanno risposto solo nel 9% dei casi indicando un limite di 100 euro, mentre per la quasi totalità non c’è un tetto di spesa predefinito prima di compiere un acquisto. Per il 61%, infatti, dipende da quello che si cerca, per il 16% qualunque cifra se si trova quello che si vuole e un altro 8% non si pone limiti. Rispetto ai metodi di pagamento i preferiti dai ragazzi per gli acquisti onlinesono la carta prepagata (35%) e Paypal (30%); seguono carta di credito (15%), contanti allaconsegna (10%), wallet su smartphone (3%) e, infine, bitcoin e criptovalute (2%).

«Questi dati – dice piega Giovanna Boggio Robutti, direttore generale della FeduF – ci indicano come investire sulla cultura finanziaria dei giovani significhi aiutarli a pianificare il loro futuro. Per questa ragione l’industria bancaria italiana promuove da circa un decennio l’educazione finanziaria all’interno delle scuole, – s tenendo ben presente che l’istruzione e la formazione, specie per i giovani, non si devono limitare a impartire conoscenze, ma devono sviluppare competenze e trasmettere i valori fondamentali necessari per indurre comportamenti corretti e responsabili».

Accanto al tema dei pagamenti digitali il percorso “Economiascuola” prevede una lezione sul mondo della finanza che illustra ai ragazzi i meccanismi della pianificazione finanziaria; l’importanza del risparmio per il benessere individuale e sociale; il ruolo delle banche per il funzionamento dei mercati.

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