Chiusura debole per le Borse europee, nell’attesa della pubblicazione, domani, dei dati sui prezzi al consumo Usa, che forniranno indicazioni sulla ripresa dell’inflazione. Nel caso i prezzi risultino in deciso aumento potrebbe aprirsi la prospettiva di ritocchi sensibili dei tassi, con effetti sull’azionario. Intanto a Wall Street gli indici americani viaggiano poco sotto la parità.

L’Ibex 35 di Madrid segna -1,2%, il Dax di Francoforte -0,7%,il Cac 40 di Parigi -0,6%) e Ftse 100 di Londra -0,1%. Negativa anche Milano con Ftse Italia All-Share a 24.247,49 punti (-1,2%) e Ftse Mib a 22.034,42 punti (-1,35%).

A Piazza Affari prevalgono i segni negativi, in particolare scendono Banca Generali (-4,3%),Ubi (-2,6%), Banco Bpm (-3,2%), Unicredit (-3,4%), Leonardo (-2,7%), Telecom Italia (-2,6%).

L’incertezza alimenta la domanda di beni rifugio, soprattutto lo yen. Il cambio fra dollaro e valuta giapponese scende a 107,5 e il cross con l’euro si attesta in area 133. In rialzo l’euro/dollaro a 1,236 mentre la sterlina è in progresso a 1,388 dollari dopo i dati di gennaio sull’inflazione, in calo dello 0,5% su base mensile e stabile al 3% annuo.

Tra le materie prime l’oro si riporta a 1.328 dollari l’oncia, agevolato anche dall’indebolimento del dollaro. In flessione il petrolio con Wti e Brent rispettivamente a 58,95 e 62,4 dollari al barile.

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