Leggi e regolamenti scritti da persone esterne alla quotidianità di chi ha a che fare con il sistema giudiziario, con l’ulteriore problema che, durante l’iter di approvazione, il disegno originario viene cambiato (e di molto), rendendo le norme incomprensibili e di difficile interpretazione.

Anche per questi motivi gli avvocati italiani si asterranno dal lavoro venerdì 23 febbraio nella “Giornata dell’orgoglio dell’Avvocatura e della salvaguardia delle
tutele” indetta dall’Organismo congressuale forense e quelli genovesi replicheranno un evento già avvenuto lo scorso 16 febbraio a Roma: incontreranno i candidati alle Politiche per sottoporre loro i temi principali riguardanti la Giustizia e il ruolo dell’Avvocatura.

L’appuntamento è per venerdì alle 10 al Centro di Cultura, Formazione e Attività forensi del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova (via XII Ottobre 3), già quasi esauriti i posti disponibili.

Nell’incontro con i candidati, gli avvocati genovesi chiederanno ai politici di esprimere la loro posizione su alcuni punti centrali. Hanno finora dato la propria adesione Franco Vazio (Pd, vicepresidente della commissione giustizia della Camera), Roberto Cassinelli (senatore, Forza Italia), Antonio Oppicelli (candidato al Senato per Fratelli d’Italia) e Matteo Rosso (Fratelli d’Italia), Daniele Pignatelli ed Edoardo Rixi (Lega), Mattia Crucioli (candidato per il Movimento Cinque Stelle), Fabio Panariello (Lista Insieme), Sergio Cofferati (Liberi e Uguali).

«Questa giornata – spiega il presidente del consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Genova, Alessandro Vaccaro – è un momento della battaglia per la salvaguardia dell’indipendenza e dell’autonomia dell’Avvocatura, unica vera garanzia per la tutela dei diritti dei cittadini».

Tanti i temi su cui gli avvocati chiederanno di esprimere posizione ai candidati: il riconoscimento dell’Avvocatura come soggetto costituzionale, la creazione di un canale di dialogo costante tra la politica e coloro che, vivendo ogni giorno nelle aule dei Tribunali, raccolgono le richieste di tutela che provengono dalla società («se le norme vengono scritte male a farne le spese sono i cittadini», dice Vaccaro); la riaffermazione della centralità della tutela giurisdizionale dei diritti rispetto ai sistemi di risoluzione non giurisdizionale delle controversie, con particolare attenzione al potenziamento delle risorse per la giustizia a carico della fiscalità; la salvaguardia dell’indipendenza e dell’autonomia dell’Avvocatura, che ponga la professione forense al di fuori di una logica prettamente imprenditoriale e mercatista, con un’adeguata reintroduzione di una disciplina dei compensi professionali a tutela della dignità del ceto forense, in linea con le indicazioni comunitarie (equo compenso).

«Noi siamo contro l’abolizione dei Tribunali e delle Corti d’Appello – spiega Vaccaro – serve una riforma razionale della geografia giudiziaria, concertata e condivisa con l’Avvocatura, salvaguardando la giustizia di prossimità. Non è il caso della Liguria, ma spesso nella soppressione delle Corti d’Appello si è tenuto conto dei km in linea d’aria, ma non al fatto che in mezzo ci fossero montagne o strade scarsamente percorribili, che rendono complicato raggiungere la Corte mantenuta».

Gli avvocati hanno anche espresso alcune esigenze nei vari settori del diritto: per quello civile auspicano l’attuazione di una riforma del processo civile, con garanzie della difesa, senza l’abuso dei riti sommari e con un limitato ricorso alla magistratura onoraria; per quello penale: la riduzione dell’uso indiscriminato delle intercettazioni e la limitazione dell’uso dei riti a garanzie ridotte; l’avvio di una seria riflessione sulla riforma della giustizia tributaria. Chiesta anche la separazione delle carriere della magistratura.

Gli avvocati, preannuncia Vaccaro, chiederanno anche ai candidati di modificare il decreto che ha riformato le intercettazioni: «Non si potrà più avere copia del file e il brogliaccio in cui vengono elencate quelle inerenti, si potrà accedere solo all’unica stanza di ascolto qui a Genova, si creerà una situazione non sostenibile». Anche sulle misure di prevenzione gli avvocati faranno pressione per una modifica: «Di fatto si tratta di un processo parallelo rispetto al principale, con tempi diversi e l’inversione dell’onere probatorio».

Altro aspetto da riformare: chi svolge il gratuito patrocinio deve anticipare tutte le spese, riavrà i soldi a distanza di due anni. A Genova sono 3600 le pratiche di questo tipo.

 

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