Il food e l’esperienza di viaggio “tematica” attraverso anche il gioco, saranno i protagonisti dei pacchetti turistici 2018 proposti l’Agenzia In Liguria, che concretizza quanto seminato nel 2017 con i progetti la Milano-Sanremo del Gusto (le tappe e gli operatori coinvolti saranno venduti dai tour operator) e i quattro itinerari di Get Your Liguria Experience (#Gyle).

A pranzo nel Ristorante Cavo non a caso, dove dal primo febbraio sarà ufficialmente di casa lo chef Ivano Ricchebono e il suo The Cook, coinvolto nel progetto la Milano-Sanremo del gusto, il commissario dell’Agenzia In Liguria Carlo Fidanza fa il punto della situazione e traccia le prospettive per il prossimo anno: «Il 2017 è stato impegnativo, abbiamo lavorato su progetti per 2,1 milioni di euro. Per quanto riguarda la Milano-Sanremo del gusto, di cui siamo stati capofila lavorando accanto a Piemonte e Lombardia, abbiamo messo in rete centinaia di operatori del food, dal ristoratore alla cantina, sino agli chef gourmet. La direzione è tracciata: offrire sempre più risposte alla ricerca di esperienza che ormai richiede il turista. L’esperienza dell’anno scorso ci agevola nel rispondere all’appello del Mibact che ha dichiarato il 2018 anno del Cibo».

Non è facile far dialogare due mondi che in fondo dovrebbero remare tutti dalla stessa parte, cioè il marketing territoriale, come il turismo e la produzione agroalimentare, così come è fondamentale la sinergia tra istituzioni, la promozione della macroregione turistica Liguria-Piemonte-Lombardia è passata da una bella idea sulla carta a qualcosa di più concreto.

In progetto anche un gioco ispirato al celebre Trivial Pursuit, consegnato a chi tra i turisti comprerà uno tra i quattro pacchetti di Gyle e che alimenterà nuovamente la presenza delle destinazioni sui social network, come accadde l’anno scorso, grazie alla spinta dei blogger e degli influencer che hanno partecipato all’edizione-pilota (3 mila post, 2 milioni di persone raggiunte). I pacchetti sono Citybreak (Genova: Palazzo del Principe, Castello d’Albertis, Palazzo Ducale, Boccadasse, Gam di Nervi), Deep blu (Levante: Camogli-San Fruttuoso, Portofino, Lavagna, Sestri Levante, Moneglia, La Spezia), Enjoy Liguria (imperiese: Dolceacqua, Bussana Vecchia, Chiusavecchia, Pieve di Teco, Mendatica) e Wild Liguria (savonese: Toirano, Finalborgo, Savona, Millesimo).

«Rispetto alla promozione tradizionale – puntualizza Fidanza – siamo ormai distanti anni luce, non ha più senso andare alle fiere e distribuire brochure, anche per questioni economiche. Da alcuni anni abbiamo sostituito la partecipazione a fiere con workshop qui da noi. Sia per l’esigenza del contenimento dei costi, sia perché abbiamo visto che i tour operator e gli addetti ai lavori riescono a fare più volume di business in questo modo». In ogni caso la Liguria quest’anno tornerà alla Bit, anche grazie alla ricollocazione a febbraio, periodo più lontano dalla stagione estiva e quindi più efficace per dare il tempo di vendere il prodotto. Altra kermesse per il business to business in cui la presenza è confermata è il Ttg di Rimini. Nella nostra regione tornerà Discover Italy a Sestri Levante, a cui 20 operatori liguri partecipano con una minima spesa. Inoltre In Liguria ha mantenuto la forma club “all season” per la fidelizzazione degli operatori con sconti su fiere e workshop.

In Liguria sta tentando di unire sotto un unico “cappello” quanto di buono si sta facendo sul territorio. L’esempio principe è sempre il “caso” Finale Ligure: diventata, grazie alla sinergia tra diverse realtà, una meta di primo piano per il cosiddetto “outdoor”. «Stiamo rafforzando il concetto di vacanza attiva – aggiunge Fidanza – anche sul blu, cioè gli sport acquatici come il surf per esempio. Stiamo aggiungendo altre destinazioni per creare il prodotto mettendo insieme diverse realtà che prima erano parcellizzate, dobbiamo aggregare». Per fare un esempio (e ipotizziamo che In Liguria stia facendo ragionamenti a riguardo) Varazze e Levanto sono due “spot” (così si chiamano in gergo i luoghi dove fare surf) di livello internazionale.

Il terzo progetto del 2017 su Ville e giardini ha visto il Piemonte come capofila e la Liguria partecipare, cogliendo l’occasione di valorizzare ulteriormente le proprie location con Ligurian Gardens,  cercando di sviluppare anche un business su matrimoni, ma anche film e spot pubblicitari.

La curiosità

L’Agenzia in Liguria ha lavorato sul mercato britannico, tedesco, scandinavo, ha registrato un ritorno dei francesi e degli spagnoli, pur non essendosi concentrata troppo su di loro, ma presto avrà particolare attenzione per Helsinki, con l’obiettivo di accalappiare i turisti di San Pietroburgo, che preferiscono partire dalla Finlandia pur di non andare a Mosca. In programma un workshop per Usa e Canada, previsto il coinvolgimento della Liguria Filmcommission proprio in chiave di location per le produzioni americane.

Per la prossima estate non ci sarà nuovamente il red carpet, assicura Fidanza, «anche se ha davvero fatto parlare di sé, anche in modo non originariamente previsto, ma spetterà alla presidenza della Regione trovare una nuova chiave di comunicazione».

Il rapporto con l’Aeroporto di Genova è di sinergia, anche se l’apertura e la chiusura di alcuni voli troppo rapidamente non agevola la pianificazione. Per esempio i pacchetti sulla Danimarca ora vendono anche l’offerta del volo. Dal punto di vista crocieristico, tenuto conto che per questioni fiscali le compagnie di navigazione non possono sostare a lungo nei porti, per ora si è cercato di collaborare con Msc che a bordo ha un concierge che propone pacchetti legati al territorio.

Il 2018 vedrà nascere anche l’App dedicata al turismo in Liguria.

In mezzo a tutti gli aspetti positivi non mancano le note dolenti: In Liguria non gestisce direttamente il layout e la classificazione delle notizie del sito lamialiguria.it, che ha mostrato diverse carenze, il tema del rinnovamento delle strutture ricettive è ancora un processo molto lungo, anche se il ricambio generazionale e i bandi regionali stanno contribuendo a invertire la rotta, Fidanza spera inoltre che «i proventi della tassa di soggiorno non vengano usati per la partecipazione dei singoli Comuni alle fiere per distribuire brochure, vogliamo aggregare, non fare passi indietro e tornare alla frammentarietà». Sui risultati non esaltanti dei numeri in provincia di Savona, Fidanza aggiunge: «Noi non possiamo intervenire sulla singola zona, ma potenziare anche le buone idee che emergono dal territorio, so che stanno tentando di formare una destination management organisation o anche una destination management company, è una prima fase spontaneistica che sta nascendo dopo l’eliminazione delle realtà intermedie come le Apt, che facevano molto».

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