Ricettività alberghiera, ristorazione, commercio. Sono questi i tre ambiti in cui Regione Liguria e Comune di Genova ipotizzano un futuro per l’Hennebique, anche alla luce dei privati che avrebbero manifestato l’interesse per la struttura.

Oggi la firma dell’intesa per la valorizzazione, calcio d’inizio del progetto di recupero del vecchio Silos simbolo dell’area portuale genovese. La sottoscrizione è avvenuta oggi pomeriggio tra il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, il presidente dell’Autorità portuale di Sistema del Mar ligure occidentale Paolo Emilio Signorini, il soprintendente ai Beni archeologici, belle arti e paesaggio Vincenzo Tiné e il direttore di Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova Enrico Dassori.

La firma dell’intesa

Dopo 40 anni di attesa, si tratta del primo step di un percorso che durerà un anno di studi e ricerca per stabilire, insieme agli enti coinvolti, le condizioni di conservazione e di tutela del silos, ma anche la possibilità di intervento e riutilizzo dei Silos Granari di Genova.

L’accordo punta a stabilire, in via definitiva, le regole per la tutela del bene e al tempo stesso tutti gli interventi, anche di trasformazione, che possono essere realizzati sull’edificio per eliminare qualsiasi incertezza a riguardo e dare il via libera agli investitori.

«Stabilire come si può conservare questo bene monumentale senza abbandonarlo all’incuria», sottolinea Toti.

L’intesa stabilisce il percorso tecnico che, entro un anno da oggi, le amministrazioni dovranno seguire per giungere a questo obiettivo, attraverso attività di studio per la predisposizione della scheda tecnica prescritta dal regolamento sugli appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali tutelati.

«Anticipare il momento strategico e autorizzativo è possibile grazie alla revisione del codice appalti – spiega Tiné – la scheda tecnica sarà valutata dalla sovrintendenza prima di procedere alla progettazione. Le idee precedenti erano destinate a rimanere tali. O non funzionavano economicamente o ignoravano i vincoli dalla conservazione e della tutela. In questo modo non partiremo per la tangente con qualcosa di irrealizzabile. Ci sarà poi piena creatività. Ricordo che a Venezia il progetto di Oma sul Fondaco dei tedeschi era stato inizialmente osteggiato, invece oggi è apprezzatissimo, le cattedrali del contemporaneo sono i centri commerciali».

Il dipartimento universitario avrà il compito, in questo percorso, di curare la parte tecnica-scientifica e le relative attività saranno sottoposte all’esame di un apposito comitato di coordinamento composto da rappresentanti tecnici delle amministrazioni sottoscrittrici.

Le attività di studio si svolgeranno entro sei mesi dalla sottoscrizione dell’accordo ed entro la fine del 2018 si avranno gli esiti delle valutazioni che stabiliranno, in via definitiva, le possibilità di uso e trasformazione per l’affidamento pubblico a soggetti interessati al suo riuso.

Nelle slide che scorrevano alle spalle degli intervenuti alcune suggestioni applicate ad altre strutture simili slide Hennebique.

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