L’euro forte penalizza i listini europei che hanno chiuso in calo: Londra segna – 0,63%, Parigi -0,45%, Francoforte-0,36%. Milano termina con Ftse Italia All-Share a 24.186,08 punti (-0,02%) e Ftse Mib a 21.845,16 punti (-0,04%)

La giornata è stata condizionata dalla corsa euro/dollaro, che ha sfiorato quota 1,21 toccando i massimi da quattro mesi, e solo nella seconda parte della seduta con la vivacità di Wall Street e gli acquisti su minerari e energia hanno limitato il passivo.

Il cambio euro/dollaro, risalito di circa l’1,7% da Natale, e’ stato l’osservato speciale alla riapertura dei mercati finanziari tra lo scetticismo degli operatori sul fatto che l’andamento dell’inflazione Usa consenta le tre previste strette monetarie della Fed nel 2018 e le parole del membro Bce Coeure sul probabile stop al Quantitative Easing dall’autunno 2018.

A Piazza Affari, è stata Unipol (+3,3%) la migliore del Ftse Mib seguita da Fiat Chrysler (+1,7%) cdopo debolezza legata all’andamento del dollaro in attesa dei dati sulle immatricolazione di dicembre in Italia e negli Usa. Bene ace anche Leonardo (+1,6%)

Correzione nel finale per il barile di petrolio (-0,4% Wti a 60,16 dollari, -0,8% Brent a 66,3) che per larga parte della seduta e’ stato sostenuto dai timori legati alle tensioni in Iran.

Lo spread tra Btp e Bund chiude in rialzo a 162 punti base (dai 158 punti della chiusura del 29 dicembre scorso), restando sui massimi da ottobre. Il rendimento è al 2,08%

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