Stefano Roggerone e Mariangela Cattaneo sono stati riconfermati presidente e vice presidente di Cia Imperia. Roggerone, nella sua relazione, ha ricordato come, da circa due anni, i consumi siano ripartiti, con una crescita della domanda.

I problemi

Il problema ora è la produzione, soprattutto nella floricoltura, dove la riduzione dei volumi non si arresterà ben presto.

L’altra questione è il ricambio generazionale e il calo delle imprese agricole: nella provincia di Imperia nel 2013 le imprese agricole erano 4.379, nel 2016 sono scese a 3.907, nel 2017 si sono attestate a 3.883.

Proprio per questo motivo la Cia sta rinnovando i quadri dirigenti di Agia Liguria, l’Associazione di Cia che raggruppa i giovani agricoltori. Roggerone segnala che qualche segnale positivo c’è: “nella nostra provincia si sta formando un gruppo di giovani imprenditori molto interessante. L’Associazione ha molto bisogno dell’apporto delle nuove generazioni, il mondo, la società cambiano a una velocità impressionante, è nostro dovere capire, ascoltare e confrontarci”.

Troppo pochi giovani guardano all’agricoltura come a una soluzione lavorativa; non è un caso che il rinnovamento spesso avviene da parte di lavoratori extracomunitari.

L’incertezza di ottenere il finanziamento, l’incertezza sulle tempistiche, la complessità delle domande, sono tutti fattori che non favoriscono l’insediamento dei giovani in agricoltura.

Questo Psr, evidenzia Roggerone, “sino a ora ha erogato pochissimi premi comunitari, i motivi sono molteplici così come le responsabilità, come Cia Liguria abbiamo organizzato una manifestazione a Roma presso la sede di Agea, siamo scesi in piazza per ben due volte a Genova dove abbiamo incontrato i capigruppo in consiglio regionale e dove abbiamo chiesto con forza di intervenire e trovare soluzioni che risolvano questa situazione di stallo”.

Tre anni di ritardo, con il blocco quasi totale degli investimenti, “un danno gravissimo per le nostre aziende agricole, ma anche un danno gravissimo per l’intero nostro territorio. Pensiamo ai milioni di euro del piano di sviluppo rurale che una volta erogati, vengono più che raddoppiati dalle nostre aziende e immediatamente riversati nell’economia del nostro territorio sotto forma di acquisti di macchinari, di tecnologia, di impiantistica, costruzioni. Ormai le risorse per gli investimenti aziendali, infrastrutturali, la crescita professionale, l’innovazione, insomma tutto quello che riguarda l’agricoltura si trova quasi esclusivamente nel Psr. Se non funziona, come ora, è un disastro”.

Altro motivo che preoccupa moltissimo è la burocrazia complessiva, soprattutto per le piccole aziende a conduzione familiare.

Roggerone evidenzia che, come imprenditore agricolo, mai come in questi ultimi anni si è sentito abbandonato dalle istituzioni: “Con un Istituto Regionale della Floricoltura che non riesce a dare risposte ai nostri floricoltori, un Distretto floricolo che ha pochi mezzi e fa un’attività ridotta, un sistema delle Camere di Commercio che con la nuova riforma non ha più risorse da investire nella promozione. Se alcuni Enti non funzionano più, non stanno al passo con i tempi si cambiano, si chiudono, ma soprattutto dobbiamo provare a sostituirli”.

Il settore zootecnico è stato messo molto in difficoltà dalla siccità degli ultimi anni, ma paga anche altri due aspetti molto negativi, uno è il ridimensionamento dell’Associazione Allevatori Apa, l’altro è la mancanza cronica di un mattatoio e la grande difficoltà a macellare gli animali.

Le proposte

Se le Aziende speciali delle Camere di Commercio non hanno più risorse per la promozione, si può pensare di creare strumenti alternativi con altre associazioni di categoria anche di altri settori, che possano intercettare risorse da destinare a promuovere i prodotti.

“Possiamo potenziare e coinvolgere il sistema cooperativo per provare a condurre aziende dimostrative che possano fare formazione, ricerca. Possano indicare corretti metodi di conduzione aziendale, sperimentare nuove coltivazioni, fornire dati statistici, perché a un giovane che deve decidere cosa coltivare e deve progettare il proprio futuro non possono mancare certe informazioni”.

Roggerone si riferisce alle organizzazioni di operatori olivicole, come Oro Liguria, dedicata principalmente alle olive da mensa. “Dovrà essere lo strumento che continuerà a permetterci di collaborare con i migliori docenti delle università italiane per aumentare la meccanizzazione nelle nostre aziende olivicole, le tecniche di potatura, concimazione, irrigazione, lotta alla mosca. Miglioramento della qualità nella trasformazione delle olive da mensa, miglioramento delle pratiche di frantoio, formazione degli olivicoltori avvicinandoli al mondo del controllo qualità tramite analisi chimiche e soprattutto analisi organolettiche del prodotto”.

 

Un ulteriore sforzo va dedicato all’interazione tra i diversi settori soprattutto quelli che riguardano l’agroalimentare. “Sempre più spesso dovremo far sedere allo stesso tavolo aziende agrituristiche, orticole, zootecniche eccetera, utilizzando strumenti come La Spesa in Campagna che favorisca l’aggregazione, che favorisca la commercializzazione dei prodotti delle aziende più piccole. Penso a mercati, negozi, la creazione di reti di impresa, creare le condizioni di organizzarsi con regole, controlli di qualità, bisogna soprattutto distinguersi da tutta quella miriade di aziende che pur facendo parte in qualche modo del mondo della produzione vendono di tutto e di più e cosa ancora più grave prodotti di dubbia qualità”.

I soci

Cia Imperia nei suoi numeri nel complesso tiene, i dati relativi ai servizi offerti sono stabili o in leggero aumento. Soltanto le contabilità iva per la continua diminuzione di aziende ha un trend negativo.

Il numero di tessere dei soci è costante, nonostante la diminuzione complessiva di addetti a livello provinciale nel settore agricolo, questo vuol dire che molti preferiscono Cia ad altre associazioni. Nel 2013 erano 8.243 i tesserati nel 2016 8.407 che valgono il primo posto tra le associazioni di categoria della provincia di Imperia.

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