Chiudono contrastate le Borse europee, Londra segna +0,23% con l’indice Ftse 100 a 7.748 punti, il Cac 40 a Parigi -0,35% a 5.504 punti, a Francoforte il Dax -0,78%a 13.281 punti. Milano termina positiva, con Ftse Italia All-Share a 25.570,28 punti (+0,50%) e Ftse Mib a 23.157,42 punti (+0,66%). Gli operatori attendono le trimestrali Usa mentre è in atto un rialzo generalizzato dei rendimenti obbligazionari dovuto sia alle aspettative di progressiva normalizzazione delle politiche monetarie da parte delle banche centrali, sia dalle indiscrezioni secondo cui la Cina potrebbe ridurre gli acquisti di titoli di Stato americani.

Il rendimento del T-Bond si avvicina così al 2,6%, sui massimi dal novembre 2016 e il Bund risale allo 0,54 per cento. Il tasso sul Btp decennale di attesta al 2,03%, con uno spread dal benchmark di 148 punti base. In seguito a queste notizie il dollaro perde terreno nei confronti delle altre principali divise permettendo al cambio con l’euro di risalire all’1,197 per cento. Continua ad apprezzarsi lo yen, con l’USD/JPY e l’EUR/JPY in discesa rispettivamente a 111,5 e 133,4, dopo che la Bank of Japan ha lievemente ridotto gli acquisti mensili di titoli di Stato a lunga scadenza, un altro segnale di una progressiva stretta monetaria a livello globale.

Tra le materie prime l’oro scambia a 1.318 dollari l’oncia e le quotazioni del petrolio avanzano, con Wti e Brent rispettivamente a 63,4 e 6,1 dollari al barile, in scia alla diminuzione delle scorte americane di greggio (-4,9 milioni di barili) emersa dai dati settimanli dell’Eia.

A Piazza Affari brillano Banco Bpm (+4,8%), Intesa (+4,6%), Bper (+4%), Unicredit (+3,2%) e Ubi (+2,6%), sostenute anche dai giudizi positivi degli analisti.

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