Bilancio negativo per l’artigianato ligure nel 2017: -0,8% sul totale delle imprese artigiane attive in Liguria, una percentuale che corrisponde a 370 realtà in meno sulle 43.805 realtà totali, frutto di 2.814 iscrizioni e 3.184 cessazioni di attività.

Situazione in lievissimo miglioramento rispetto alla chiusura del 2016 (-0,9%), ma anche meno pesante rispetto a quella nazionale: secondo gli ultimi dati Infocamere-Movimprese, nel corso dell’anno in Italia hanno aperto i battenti 80.836 micro e piccole imprese artigiane, ma hanno chiuso ben 96.046 realtà, per un calo complessivo dell’1,15%.

Nella nostra regione, guardando i due principali settori di attività, quello edile (21.136 imprese attive) chiude con un -0,9%, 1.459 aperture e 1.651 chiusure d’impresa. Per quello che riguarda il manifatturiero, 7.201 microimprese attive, l’anno si chiude con un -1,1%: 391 iscrizioni e 472 cessazioni d’attività.

Osservando la situazione nelle singole province, emerge che il calo più brusco si registra a Savona (8.953 realtà attive), dove chiudono complessivamente 670 microimprese a fronte di 521 aperture: il bilancio a fine anno è negativo dell’1,6%. Alla Spezia il calo complessivo è dell’1,2%: 5.242 realtà totali, 405 iscrizioni e 468 chiusure d’attività. A Genova, 22.578 microimprese all’attivo, hanno chiuso le saracinesche 1.542 imprese, le alzano in 1.396, per un calo complessivo dello 0,6%. Quasi invariata invece la situazione a Imperia, dove l’artigianato segna a fine anno un -0,2%: 492 iscrizioni, 504 chiusure, un totale di 7.032 micro e piccole imprese all’attivo.

«Non si ferma l’emorragia di microimprese nella nostra regione, una flessione che resta purtroppo una costante del settore artigiano – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – nonostante siano riduzioni minori del 2016 e migliori del dato nazionale. La soluzione per fermarla è sempre la stessa: ridurre la tassazione troppo elevata, semplificare la vita ai nostri imprenditori e aiutarli nell’accesso al credito».

Scendendo ancor più nel dettaglio, il manifatturiero genovese (3.762 imprese artigiane, 197 aperture e 234 chiusure) chiude in negativo di un punto percentuale, mentre le costruzioni (10.711 realtà, 691 aperture e 772 chiusure) flettono dello 0,7%. La situazione a Ponente: a Savona le 1.420 microimprese manifatturiere attive si riducono dell’1,3%, percentuale frutto di 71 nuove aperture e 90 chiusure nel settore. Fanno peggio le costruzioni: 4.524 microimprese in provincia, un calo dell’1,9%, 362 chiusure e 276 aperture. Nel territorio imperiese il trend del manifatturiero segna un -1%, dovuto a 74 chiusure contro 63 nuove iscrizioni, per un totale di 1.036 microimprese attive. Le costruzioni, che qui contano 3.711 realtà artigiane, diminuiscono dello 0,6%: 281 aperture, 259 chiusure. Infine, lo spezzino, dove si registrano le due percentuali più negative: il manifatturiero si contrae dell’1,4% (983 microimprese, 60 aperture e 74 chiusure nel corso dell’anno), mentre le costruzioni, 2.190 microimprese totali, calano del 2%: a fronte di 211 iscrizioni, hanno chiuso i battenti ben 258 micro e piccole imprese artigiane del territorio.

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