Cala il numero dei nidi di vespa velutina neutralizzati in Liguria dalla squadra di esperti del progetto europeo Life Stop Vespa: nel corso del 2017 sono stati rilevati e debellati 419 nidi dell’insetto killer delle api, contro i 487 del 2016.

Vespa velutina

Quest’anno diventa operativo anche il radar armonico per il tracciamento del volo dei calabroni, progettato e realizzato dal Politecnico di Torino. L’ultima versione, messa a punto a fine 2017, ha un raggio di rilevabilità dei calabroni di 470 metri e ha già consentito di individuare alcuni nidi di vespa velutina. Con il radar è possibile seguire il volo dei calabroni e individuare rapidamente la posizione dei loro nidi, in particolare quelli nascosti tra la vegetazione e quindi non visibili.

«Dobbiamo sempre tener presente – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai – che questo insetto ha causato perdite, negli scorsi anni, fino al 50% degli alveari, in alcune zone del Ponente ligure. Il coinvolgimento di tutti i soggetti sul territorio per le segnalazioni e l’utilizzo di nuove tecnologie sono indispensabili per poter contenere e prevenire la presenza sul territorio di questo insetto».

La vespa velutina o calabrone asiatico, che si nutre di api per alimentare le larve, è inserito nella black list europea. Grazie al progetto europeo Life Stop Vespa 2015-2019 è stata formata e attivata una squadra composta da undici esperti che, negli ultimi due anni, hanno localizzato e neutralizzato oltre 900 nidi. Il primo avvistamento di vespa velutina risale al 2012 quando è stata localizzata nelle province di Savona e Imperia.

Dal 2016 è partita in Liguria la campagna di sensibilizzazione con l’affissione di manifesti in tutti i Comuni delle province liguri interessate dalla possibile presenza della vespa velutina, attivati un numero verde (800 445 445) e un indirizzo email (vespavelutina@regione.liguria.it) per le segnalazioni da parte dei cittadini.

Il progetto europeo Life stop Vespa coinvolge, oltre alla Regione Liguria e alla Regione Piemonte, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Disafa) dell’Università di Torino, il Politecnico di Torino, AsproMiele e l’Abbazia dei Padri Benedettini Santa Maria di Finalpia ed è cofinanziato dalla Commissione Europea per un budget totale di 2,3 milioni di euro. Il progetto, avviato a settembre 2015, ha lo scopo di introdurre nuove tecniche di individuazione e distruzione dei nidi del calabrone asiatico, in modo da impedirne l’espansione.

Il settore apistico in Liguria
Sono oltre 1.800 gli apicoltori liguri, la maggiore concentrazione si riscontra nella provincia di Genova (765 apicoltori, il 44% del settore a livello regionale, con 12.413 alveari), segue la provincia della Spezia (392 apicoltori e 5.863 alveari), Savona (356 apicoltori e 5.769 alveari), Imperia (239 apicoltori e 5.213 alveari). L’83% degli apicoltori liguri ha meno di 20 alveari. In Italia sono circa 43mila con 76.500 apiari registrati.

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