L’agricoltura ligure perde terreno. Nel corso del 2017 hanno chiuso 556 imprese, le nuove aperture sono state 492. Gli ultimi dati Infocamere-Movimprese mostrano un calo dello 0,6% su un totale di 10.118 imprese attive in Liguria. Trend quasi in linea con quello nazionale: anche in Italia il settore registra una diminuzione, pari allo 0,8%.

Le coltivazioni agricole e allevamento, il comparto più numeroso con 9.317 imprese in regione, diminuisce dello 0,8%, mentre sotto la voce pesca, 361 imprese attive, spicca un -3,9% (solo 3 nuove aperture di attività contro 17 chiusure d’impresa). Aumentano invece le realtà del comparto della silvicoltura e utilizzo aree forestali: sono 43 nuove aperture nel corso del 2017 contro 15 chiusure, su un totale di 440 realtà (+6,4%).

I Consorzi di Tutela dell’Olio extravergine di oliva Dop Riviera Ligure e del Basilico Genovese Dop puntano sui giovani agricoltori.

Martedì 23 gennaio si è svolto un incontro didattico tra i rappresentanti dei due consorzi e i professori e gli allievi dello storico Istituto Agrario genovese Bernardo Marsano. L’evento è compreso nel contesto della campagna promozionale Olio&Basilico, cofinanziata dal ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Per quanto riguarda l’olio DOP Riviera Ligure, gli studenti si sono resi conto delle possibilità offerte dalle buone pratiche agricole in olivicoltura in rapporto a un percorso virtuoso che porta a un prodotto certificato e garantito. Gli allievi si sono mostrati preparati e sensibili alle opportunità offerte dall’impegno per una agricoltura di qualità, rispettosa di un terreno come quello ligure, non facile, ma capace di offrire grandi soddisfazioni.

La situazione nelle province mostra una Liguria divisa a metà: bilancio amaro a Imperia, dove si conta il maggior numero delle imprese del settore: sono 3.884 quelle all’attivo, in flessione dello 0,8%. La pesca e l’acquacoltura (63 realtà totali) perdono un’unità imprenditoriale, la silvicoltura (60 aziende) cresce di 10 unità, mentre il grosso del settore, quello delle coltivazioni agricole e allevamento (3.761) registra la chiusura di 195 imprese nel corso dell’anno a fronte di 153 nuove aperture: la curva è in calo del’1,1%.

A Genova il macrosettore agricolo conta 1.840 imprese attive: nel corso dell’anno il calo è stato del 2,6%, chiudono in 119, aprono solo 71 imprese. Tre chiusure nella pesca (sulle 112 in totale) e nessuna nuova impresa. La silvicoltura cresce di due unità (complessivamente sono 71), tracollo delle coltivazioni agricole in senso stretto: sulle 1.657 imprese attive, 67 aprono e 114 chiudono nel corso dell’anno: -2,8%.

Bilancio leggermente positivo invece a Savona: qui il settore, nel complesso 3.195 imprese all’attivo, cresce di 6 unità, frutto di 180 nuove iscrizioni e 174 chiusure (+0,2%). Lieve calo per le coltivazioni agricole (che perdono 6 unità sulle 2.876 totali), e per la pesca (3 unità in meno nel bilancio annuale, 47 totali), mentre la silvicoltura si arricchisce di 15 nuove imprese (in totale sono 272 nel comparto).

Quadro simile alla Spezia: il settore si arricchisce complessivamente di 11 unità sulle 1.199 attive totali: 76 iscrizioni, 65 chiusure, il trend è quello di una moderata crescita dello 0,9%. Le aperture di imprese superano le chiusure nel comparto delle coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali (1.023 realtà spezzine complessive): sono 72 contro 55, per una crescita dell’1,7%. La silvicoltura si muove in avanti di una unità, mentre la pesca (139 imprese attive in provincia) perde 7 unità nel corso dell’anno.

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