Con 16 voti favorevoli (maggioranza di centro destra) e 14 contrari (minoranza) il consiglio regionale ha approvato la Proposta di deliberazione di “Piano Socio Sanitario Regionale” per il triennio 2017/2019.

Il Piano Sociosanitario Regionale 2017-19 è il nuovo documento di programmazione predisposto successivamente alla riconfigurazione dell’organizzazione del Sistema Sanitario Regionale, disegnata dalle Leggi di riforma numero 17/2016 e 27/2016.

Per l’attuazione del piano sono elementi costitutivi fondamentali: A.Li.Sa., l’azienda sanitaria struttura intermedia a cui sono attribuiti compiti di programmazione, coordinamento, indirizzo e controllo della aziende regionali, il Direttore Sociosanitario, regista del rafforzamento dell’attività assistenziale territoriale e delle risposte, necessariamente univoche e unitarie, ai bisogni sociosanitari e di protezione sociale, i Dipartimenti Interaziendali Regionali (D.I.A.R.), strutture orizzontali di governo clinico finalizzate a supportare la programmazione strategica, la rideterminazione degli assetti organizzativi delle Aziende (Processo Organizzativo Aziendale, P.O.A.) .

Uno dei punti cardini del piano è rappresentato dalla riorganizzazione della rete ospedaliera, tesa a migliorare l’offerta per rispondere alle esigenze di massima sicurezza ed elevato comfort del paziente e di rinnovamento tecnologico. Nel lavoro di riorganizzazione, tra i principi fondamentali c’è il mantenimento della dotazione di posti letto per acuti e l’implementazione della dotazione di posti letto per riabilitazione e a media intensità. Viene tracciato il percorso verso la massima integrazione ospedale-territorio con implementazione dell’attività ambulatoriale e territoriale, il potenziamento dei reparti a media-bassa intensità, la sperimentazione di nuovi modelli organizzativi volti alla gestione integrata dei percorsi Uno degli obiettivi del piano, infatti, è lo sviluppo dell’integrazione socio-sanitaria tra ospedale e territorio per andare verso una sanità sempre più a chilometri zero, che metta al centro la persona.

È prevista la costruzione di 3 nuovi ospedali a elevata innovazione tecnologica, che assumeranno un ruolo di riferimento nelle 3 aree ottimali regionali ed andranno integrare la rete ospedaliera regionale: Ospedale del Ponente dell’area metropolitana genovese (Erzelli), Ospedale Unico ad Arma di Taggia e Ospedale della La Spezia–Felettino, Dea di primo livello. Il panorama del rinnovo del parco ospedaliero regionale è completato dalla costruzione del nuovo ospedale Galliera. Prevista, inoltre, la riapertura dei reparti di pronto soccorso negli ospedali di Cairo Montenotte, Bordighera, Albenga e, ove si verifichino le condizioni di sostenibilità, in quello di Rapallo. L’ospedale “Santa Corona” di Pietra Ligure resta Dea di secondo livello. Viene ribadita, in maniera esplicita, la presenza dell’Asl IV nell’ambito della rete sanitaria ligure.

Si prevede, in generale, la riduzione dei tempi d’attesa anche attraverso l’implementazione del nuovo sistema unico di prenotazione Cup, con l’obiettivo di garantire la libertà di scelta nell’accesso al servizio sanitario, la presa in carico globale del cittadino e la continuità dei percorsi assistenziali: dall’accoglienza all’integrazione tra assistenza primaria, ospedaliera, domiciliare e residenziale. Previsto anche un percorso di apertura di ambulatori infermieristici sul territorio. Viene confermata la scelta di procedere con l’integrazione tra pubblico e privato accreditato, strettamente vincolata alla programmazione regionale, per implementare la capacità di risposta del sistema ai bisogni della popolazione. Insieme all’implementazione del sistema Cup a valenza regionale c’è l’utilizzo del catalogo unico regionale delle prestazioni prescrivibili ed erogabili, entrambi volti a semplificare, razionalizzare e controllare l’accesso alle prestazioni ambulatoriali, secondo i principi di equità e trasparenza. Questo sistema garantisce l’accesso alle agende di prenotazione di prestazioni specialistiche di tutta la regione da ogni punto della rete e consente, pertanto, all’assistito di poter prenotare e pagare le prestazioni da ogni punto di accesso. Si prevede l’incremento dell’utilizzo di nuove tecnologie applicate all’assistenza sanitaria e l’attivazione di azioni innovative in diversi settori, ad esempio per la gestione delle malattie rare.Per quanto concerne l’assistenza sociosanitaria, particolare attenzione viene riservata, tra l’altro, alle cure domiciliari, alle dimissioni protette e alle cure palliative, che hanno obiettivo primario il mantenimento a domicilio delle persone affette da determinate patologie. Per la sanità ligure è previsto un piano di efficientamento per la progressiva riduzione delle perdite, rispetto al 2015, che si concluderà nel 2020.

È stato approvato un emendamento della giunta che non esclude la possibilità di apertura del Pronto soccorso nel nosocomio di Rapallo, ove si verifichino le condizioni di sostenibilità.

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