Domani la Fim Genova parteciperà all’incontro programmato dal Mise su Ilva, ma è chiaro la vicenda del sito di Genova è legata a doppia mandata a quella di Taranto, e Alessandro Vella, segretario generale del sindacato genovese sottolinea che il presidente della Regione Puglia Emiliano e il sindaco di Taranto «non possono pensare di prendere in ostaggio tutti i lavoratori del Gruppo per interessi legati alla visibilità politica del governatore della Puglia. L’eventuale blocco di Taranto avrebbe ripercussioni drammatiche su Genova e non lo permetteremo».

Per Vella bisogna avere un atteggiamento responsabile e costruttivo, guardando all’interesse collettivo e non al particolare. «Chiediamo al governatore e al sindaco il ritiro del ricorso: per il bene di tutti si siedano al tavolo ministeriale con atteggiamento costruttivo e inizino a risolvere le tante incombenze e autorizzazioni in capo a Comune e Regione, a cui ancora non è stata data risposta. Si sta finalmente imboccando una strada che può portare a una produzione dell’acciaio compatibile con l’ambiente, non possiamo mollare a un miglio dal traguardo».

All’incontro di domani per quanto riguarda il sito ligure, Vella spiega che ribadirà quanto già detto: «Per noi i 123 milioni di euro previsti dal piano industriale sullo stabilimento genovese sono insufficienti: a nostro avviso servono maggiori investimenti per gli interventi già programmati di manutenzione e per un vero rilancio della banda stagnata. Bisogna inoltre avere certezze sulla bonifica dell’ex-centrale elettrica sulla quale, insieme a governo ed enti locali, dobbiamo lavorare per una riqualificazione. Per tutte queste ragioni chiederemo che venga fissata una data di convocazione del tavolo su Genova, per discutere dei dettagli del piano industriale che deve essere compatibile con quanto previsto dall’accordo di programma. Non possiamo accontentarci di generali rassicurazioni sulla centralità dello stabilimento di Genova nei futuri assett produttivi del Gruppo. Vogliamo vedere i fatti e soprattutto non vogliamo essere ostaggi di Emiliano e delle sue strumentalizzazioni politiche. L’Ilva è troppo importante per il Paese, per Taranto, quanto per Genova per lasciarla in mano alle beghe politiche da campagna elettorale».

 

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