Le perle di Ferrari saranno protagoniste della prossima cena dell’Ippopotamo, martedì 12 dicembre alle 20,30 al Palazzo della Meridiana di Genova. Gli amici dell’Ippopotamo potranno deliziarsi con Ferrari Maximum Brut, Ferrari Perlé, Ferrari Perlé Rosé e Ferrari Perlé Zero.

Il primo, uno Chardonnay in purezza, versatile negli abbinamenti, è una morbida carezza sui sapori. Il profumo offre sensazioni di mela sostenute da toni di biscotto e cedro. Nelle note di frutta matura si riconoscono piacevoli sentori di crosta di pane conferiti dagli oltre tre anni sui lieviti. Nel gusto, alle note fruttate tipiche dello Chardonnay si accostano fragranze di lievito.

Ferrari Perlé è frutto di un’accurata selezione di Chardonnay di montagna, dalla straordinaria ricchezza aromatica, dominata da sentori di mela renetta e agrumi, accompagnati da toni di pesca bianca, fiori di mandorlo e note tostate. Al gusto si riconosce l’inconfondibile fondo aromatico tipico dello Chardonnay. Segue un finale lievemente mandorlato e di grande persistenza, frutto del lungo affinamento sui lieviti.

Ferrari Rosé è un millesimato ottenuto da un’attenta selezione di Pinot Nero e Chardonnay dei vigneti di famiglia. Conquista col suo accento raffinato e l’aristocratica persistenza. Ha bouquet intenso, dominato dalle note eleganti di piccoli frutti. Le piacevoli fragranze di rosa e lampone cedono il passo alle percezioni tostate di biscotto e arancia candita. Gusto prezioso e vellutato, sorretto da un’ottima struttura che esalta la tipicità del Pinot Nero. È arricchito da una delicata nota di spezie, mandorla dolce e lievito. Il finale è lungo e persistente.

Ferrari Perlé Zero è un mosaico di millesimi a dosaggio zero che esprime l’essenza dello Chardonnay di montagna, con profumo caratterizzato da note di pompelmo, di radice di zenzero, di ananas fresco, che lasciano spazio successivamente a ricordi di erbe aromatiche e cumino.

Questo per dare un’idea, in linea di massima di che cosa attenderà i commensali. Descrizioni complete e dettagliate di questi vini si possono trovare su www.ferraritrento.it. D’altra parte, se si è amici dell’Ippopotamo è probabile che con le bollicine di Ferrari si abbia una certa familiarità.

Qui, invece, vorremmo trattare di una particolare della cena che, forse, molti genovesi non conoscono. Il menù prevede, tra l’altro: “risotto cacio&pepe&sommacco”.

Che cosa il sommacco? È un arbusto sempreverde che può raggiungere i tre metri di altezza, diffuso e utilizzato in Medio Oriente e aree confinanti, soprattutto in Turchia, Irak, Siria, Libano. Un tempo i “sommaccheti” occupavano vaste superfici anche in Sicilia. Da foglie e corteccia della pianta si ottenevano tannini utili per la concia delle pelli. Oggi le colture sono limitate a piccole aree dove si raccolgono i frutti per ricavarne dai semi macinati una spezia.

Nella cucina mediorientale i semi macinati di sommacco insaporiscono riso, pane legumi e verdure. In Turchia, in Libano e in Iraq questa spezia si usa per soprattutto nelle insalate, in Iran, con il pollo e in Siria con il pesce. Vedremo come lo userà il nostro chef, con risotto, cacio e pepe.

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