Accordo di collaborazione in ambito cardiochirurgico tra Asl 5 spezzino e l’Iclas di Rapallo, l’Istituto clinico ligure di alta specialità, accreditato con il Servizio sanitario nazionale per le prestazioni sanitarie medico-chirurgiche.

La convenzione è stata sottoscritta dalla direzione strategica di Asl 5 con l’obiettivo di fornire le migliori e tempestive risposte ai pazienti spezzini malati di cuore. Prevede l’esecuzione, da parte degli specialisti cardiochirurghi dell’Iclas, di visite specialistiche, consulti e refertazioni nei presidi ospedalieri del Sant’Andrea della Spezia e del San Bartolomeo di Sarzana.

L’Asl 5 mette a disposizione le  proprie attrezzature, i sistemi informatici, le strumentazioni, la documentazione e il personale infermieristico e di supporto necessario.

Le consulenze cardiochirurgiche vengono eseguite nelle strutture complesse di Cardiologia dell’Ospedale Sant’Andrea della Spezia, e di Cardiologia riabilitativa dell’Ospedale San Bartolomeo di Sarzana: possono accedervi sia i pazienti ricoverati nelle due strutture, sia i cittadini per i quali si renda necessaria una visita specialistica, prenotata dai cardiologi.

L’attività svolta dai medici specialisti dell’Iclas riguarda sia la valutazione cardiochirurgica – prima visita e, in ipotesi, visita pre-ricovero – sia consulti di controllo e post-ricovero, in fase di riabilitazione.

L’accordo rappresenta l’attuazione di quanto previsto dal Piano sociosanitario regionale per una forte integrazione e collaborazione tra le strutture della sanità ligure.

Slide di presentazione convenzione Asl 5 Iclas

Intanto uno studio della Asl 5 fa il giro del mondo

Esito clinico migliore, e a costi inferiori. È destinato a fare scuola lo studio economico sulla valutazione invasiva della malattia coronarica realizzato dai medici della struttura di Emodinamica dell’Ospedale Sant’Andrea della Spezia, presentato al Transcatheter Cardiovascular Therapeutics (TCT),  il più importante congresso a livello mondiale di medicina cardiovascolare interventistica che si è tenuto a Denver, negli Stati Uniti.

Lo studio prende le mosse dall’esame di cateterismo cardiaco, effettuato con una  strumentazione tecnologicamente avanzata per la valutazione della malattia coronarica nei pazienti, e si basa sul calcolo di un indice, il ‘Fractional Flow Reserve’ (FFR), che stabilisce la gravità funzionale dei restringimenti delle arterie coronarie e permette di capire se una coronaria ammalata, visualizzata attraverso angiografia, può determinare un’ischemia al cuore, aiutando in questo modo il cardiologo a definire l’intervento coronarico migliore per il paziente.

Lo studio spezzino si è basato su un campione di 403 malati sottoposti per motivi clinici a valutazione con FFR: la valutazione attraverso il ‘Fractional Flow Reserve’ ha comportato, a fronte di un assai verosimile migliore esito clinico, un risparmio medio  di 549000 euro per quanto riguarda le angioplastiche non effettuate, e di 440000 euro per i bypass aortocoronarici non eseguiti.

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