Sicuramente è l’aspetto più delicato che riguarda il Comune di Genova insieme all’affidamento inhouse del trasporto pubblico: sulla questione Amiu si giocherà il futuro della giunta di Marco Bucci.

Il sindaco ha confermato la riapertura di Scarpino a maggio e l’assessore Matteo Campora elenca qualche dettaglio in più: «Non potrà più essere la discarica che accoglierà i rifiuti indifferenziati – specifica – ma ospiterà il secco proveniente dagli impianti e potrà ricevere anche quello di altre città, come per esempio La Spezia». La discarica sarebbe comunque una fase transitoria, perché Scarpino dovrebbe diventare la discarica di servizio dell’impianto di trattamento dei rifiuti, «che dovrebbe essere un Tmb», precisa Campora.

Tmb (su wikipedia)

Nella gestione dei rifiuti il trattamento meccanico-biologico (Tmb) è una tecnologia di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati (e/o residuali dopo la raccolta differenziata) che sfrutta l’abbinamento di processi meccanici a processi biologici quali la digestione anaerobica e il compostaggio. Appositi macchinari separano la frazione umida (l’organico da bioessicare) dalla frazione secca (carta, plastica, vetro, inerti eccetera), quest’ultima può essere in parte riciclata oppure usata per produrre combustibile derivato dai rifiuti (Cdr) rimuovendo i materiali incombustibili.

L’impianto (chi ci metterà i soldi è ancora un’incognita), dovrà essere realizzato in modo da essere pronto in un paio d’anni. Sulle dimensioni c’è ancora da discutere: 80-100-130 mila tonnellate? «Consideriamo che oggi portiamo fuori 180 mila tonnellate», dice Campora, che rassicura sulla Tari: «Stiamo predisponendo il piano finanziario e nel giro di qualche settimana potremmo confermare che la tassa non dovrebbe aumentare, siamo ottimisti».

Amiu (fonte bilancio sociale appena pubblicato), ha speso in via straordinaria a causa della chiusura della discarica, 85.120.675 euro tra il 2015 e il 2017 per il trasporto e smaltimento dei rifiuti. Anche nel 2018 dovrà sostenere delle spese, visto che tutto resterà tale almeno sino a maggio. L’impegno del Comune nei confronti dell’azienda resta quindi importante al di là del budget ordinario. A livello finanziario nel budget 2018 il Comune ha messo 17,6 milioni per i nuovi investimenti, Scarpino 3 e la differenziata.

Al 30/6/2017 il debito verso Amiu era di 185 milioni, al 31/12 è di 154,6 milioni, la previsione al 31/12/2018 è di 135 milioni.

Il piano industriale di Amiu (che riguarderà – sottolinea il sindaco – anche le cinque partecipate, cioè Amiu Bonifiche, Quattroerre, Sater, Ecolegno e Ge.Am) dovrebbe essere presentato a breve, qualche investimento sulla raccolta differenziata dovrebbe già essere programmato per il 2018, nonostante tutte le difficoltà di questo 2017 per tenere in piedi l’azienda dal punto di vista finanziario e della liquidità: «Abbiamo in progetto una rivisitazione degli ecopunti e l’individuazione della metodologia della raccolta differenziata a seconda del quartiere, potremmo così avere da qualche parte il porta a porta, da qualche parte la raccolta stradale e altrove ancora quella condominiale, in ogni caso gli investimenti veri e propri potranno essere fatti probabilmente nel 2019».

Campora annuncia anche una campagna di comunicazione: «Ci saranno occasioni pubbliche in cui “Amiu ci mette la faccia”, faremo vedere che fine fa la differenziata, apriremo gli impianti di via Sardorella per esempio e cercheremo di lavorare bene sulle isole ecologiche, il cui buon funzionamento fa incrementare e di molto la differenziata. Rivedremo l’accesso di quella in val Bisagno e ne prevederemo una anche nel Levante».

Nel 2018 sarà prevista anche l’installazione di telecamere e l’avvio della sperimentazione di una collaborazione con i centri direzionali di San Benigno e Campi per il controllo delle aree soggette all’abbandono dei rifiuti.

 

 

 

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