Un punto di partenza in vista degli Stati generali dell’Economia in programma a Genova del 29 novembre, “Genova domani – azioni per trasformare la città”, ha chiamato a raccolta architetti, ingegneri, geometri e rappresentanti dell’edilizia. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Architetti e da Ance Genova, ha cercato di analizzare la situazione di stallo in città, provando a fare anche proposte operative.

«Un evento anche a rappresentanza di circa 10 mila professionisti, oltre ai costruttori – rimarca Paolo Raffetto, presidente dell’Ordine degli Architetti di Genova – un modo per creare uno sviluppo che ci consenta di proseguire con il nostro mestiere».

Le necessità principali emerse dalle tavole rotonde sono chiare: avere un’amministrazione che consenta di fare rigenerazione urbana, «che indirizzi – aggiunge Raffetto – con il nostro supporto tecnico, culturale e operativo, la riqualificazione degli spazi pubblici, ma occorre anche pensare al tema del privato, con nuove modalità di partenariati, ai beni comuni». Poche regole, stabili nel tempo, perché come è stato ricordato più volte, se la norma è troppo flessibile non è una norma.

Meno semplificazioni e slogan: «Il consumo di suolo per noi è uso ragionevole di suolo. Sarebbe utile capire quali saranno le zone che potranno essere coinvolte da nuove infrastrutture e che ci sia la consapevolezza che non siamo rimasti alle logiche anni Cinquanta o Sessanta».

Raffetto, insieme a Filippo Delle Piane, presidente Ance, ha annunciato anche due casi studio su cui lavorare per una proposta: «La Foce, che ha ottime potenzialità anche in relazione al nuovo Waterfront di Levante, e Sampierdarena, che ha zone industriali dismesse, una zona storica con ville bellissime poco valorizzate e un quartiere borghese».

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