In Polonia un torneo mondiale di eSports (ossia i videogiochi) è in grado di portare nella città ospitante circa 200 mila persone da tutto il mondo e soprattutto sponsor molto danarosi. È una delle idee presentate agli Stati generali dell’economia (tavola rotonda su commercio, turismo e cultura) da Valter Mariani, presidente degli albergatori di Genova (Federalberghi) per fare in modo che la perdita notevole di clientela business, dovuta anche alla crisi della Fiera di Genova, sia meno pesante rispetto a oggi. Il turismo in generale è cresciuto, ma in misura meno che proporzionale rispetto a quello che è stato perso in termini di corporate. Mariani non si ferma: «Per come è fatta Genova e visto il successo avuto lo scorso anno, con la tappa del campionato italiano di mountain bike, sarebbe interessante puntare per esempio sul downhill, ossia la discesa con la bicicletta in percorsi sentieristici più o meno complesso. Tra le proposte in ballo c’è anche il Festival delle luci simile a quello che già accade a Torino e Salerno. Da parte nostra possiamo offrire strutture di buona qualità per rendere il soggiorno piacevole e pacchetti scontati per turisti in città».

Non si fa attendere la risposta di Paola Bordilli, assessore comunale al Commercio, Turismo e Artigianato: «Riuscire a rendere Genova appetibile dal punto di vista turistico anche in periodi di minor flusso come gennaio e febbraio, potrebbe avere anche il merito di evitare una maggior precarietà del lavoro legato al turismo». Il problema del lavoro è emerso durante la tavola rotonda, tirato fuori da Marco Granara, segretario generale della Cisl Genova: «Turismo e commercio sono connessi ma diversi tra di loro. La crisi del commercio spesso è stata silenziosa. Oggi, con la questione della Rinascente vediamo se facendo sistema riusciamo a risolvere le vertenze, potrebbe diventare un esempio. Quello che abbiamo registato è che allaumento del turismo non è corrisposto un miglioramento dei contratti di lavoro. Per questo auspicheremmo che le risorse provenienti dalla tassa di soggiorno ribaltate sul settore possano essere collegate anche alla qualità del lavoro».

Fare sistema sarà fondamentale per Alessandro Cavo, vicepresidente vicario di Ascom Genova, uno dei motori neanche troppo silenziosi del turismo legato alle botteghe storiche e all’enogastronomia, che proprio sulla collaborazione di eccellenze commerciali, è riuscito a costruire un percorso turistico esportato ora anche in altre città e che per il rilancio di Sampierdarena ripropone la formula del Patto d’area, mentre per Massimiliano Spigno, presidente della Confesercenti di Genova, bisogna pensare ad allargare le zone turistiche anche al resto della città: «I forti, i parchi di Nervi, le ville del Ponente, hanno potenzialità incredibili e dobbiamo saperle valorizzare, anche copiando da chi è magari più bravo a promuoversi», tutto però dipenderà dalla logistica, ricorda Beppe Costa, presidente di Costa Edutainment: «Euroflora ai parchi di Nervi è una bella scommessa, ma occorre aver presente che non sarà facile portare a Nervi tutti i visitatori, forse via mare?». Costa, che con la sua azienda è sempre in movimento per rinnovare l’offerta, ricorda anche che non sempre è facile portare i turisti fuori dai circuiti tradizionali, persino a Firenze e sui forti lancia la proposta di investire all’inizio soltanto su uno.

La gestione dei beni culturali deve stare al passo con la tecnologia. Ne è convinta Elisa Serafini, assessore comunale al marketing territoriale e alle politiche per i giovani: «Oltre a rinnovare i contenuti con strumenti tecnologici, a livello di processi di gestione della cultura siamo fermi al Medioevo. Oggi uno dei concorrenti del teatro è Netflix e noi dobbiamo sfruttarlo a nostro vantaggio, vendendo su piattaforme digitali gli spettacoli meravigliosi che facciamo a Genova». Per Serafini la cultura non deve vivere di assistenzialismo, per questo ha ribadito l’avvio della piattaforma Investinclutura, che avvicinerà le imprese culturali con chi vuole investire. Inoltre l’assessore ha annunciato che a gennaio i quadri di Picasso verranno portati con una simulazione tecnologica nei mercati e in zone periferiche: dal Cep a Bolzaneto, per raccontare la mostra del Ducale e renderla fruibile e accessibile a tutti. Proprio parlando del Cep, Serafini lascia intendere che è in programma qualche progetto di valorizzazione del Palacep, che può ospitare sino a cinquemila persone.

Gianluigi Granero, presidente dell’Alleanza delle Cooperative italiane della Liguria, chiede che anche nella gestione dei beni culturali venga assecondata maggiormente l’impresa privata e sottolinea che, senza un’offerta culturale stimolante, ricca e variegata, sarà difficile attrarre giovani studenti universitari a Genova.

Costa Crociere l’anno prossimo festeggerà 70 anni dalla fondazione e lo farà a Genova, ha annunciato Beniamino Maltese, senior vicepresidente e Cfo dell’azienda, una relazione che si è interrotta a livello di scalo ma non di scelta sulle riparazioni navali per esempio. «Costa – annuncia – potrebbe tornare a Genova quando ci sarà la certezza del primo treno sulla tratta del Terzo Valico». Secondo Maltese inoltre il nuovo waterfront di Levante sarà un nuovo catalizzatore per la città come lo sono stati il G8 e Genova2004

Luca Sabatini, responsabile della comunicazione e divulgazione dell’Università di Genova, evidenzia che c’è ancora una capacità ridotta di fare rete anche sugli eventi: «Occorre un aggregatore, un portale, che consenta di evitare sovrapposizioni e, attraverso l’analisi dei dati, possa far capire le preferenze degli utenti. Anche questo è un sintomo di assenza di coesione, vorremmo che si potesse ritrovare l’identità che abbiamo perso».

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