Il piano ambientale presentato oggi da ArcelorMittal per Ilva è conforme a tutte le indicazioni richieste dall’Aia 2012 e dal DCPM 2017, e dei limiti sulle emissioni più rigidi previsti dalle Bat. Lo ha dichiarato Matthieu Jehl – vicepresidente di ArcelorMittal, nominato presidente e amministratore delegato di AM Investco Italy con decorrenza 1 dicembre 2017 – oggi al vertice sul piano ambientale del gruppo Ilva. All’incontro, alla presenza del viceministro Teresa Bellanova, con Jehl e i due dirigenti ArcelorMittal Marc Vereecke (chief technology officer) e Cristina Moro (manager Environmental regulations & technology Europe) hanno preso parte Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali.

Jehl ha sottolineato il fatto che in tutti gli impianti Arcelor in Europa si è raggiunto il risultato di un infortunio medio per milione di ore lavorate. Inoltre dal 2007 il gruppo ha ridotto in tutti i propri siti nel continente del 77% le emissioni di polveri specifiche, con una riduzione del 39% delle emissioni di S02 (anidride solforosa) attraverso investimenti per un miliardo complessivo.

«Il piano presentato oggi – dice Alessandro Vella, segretario generale Fim Liguria – è stato incentrato principalmente sul sito di Taranto, dove maggiore è l’emergenza ma allo stesso modo su Genova abbiamo chiesto chiarimenti sulla bonifica dell’amianto della vecchia centrale elettrica dismessa dal 2005, questione che verrà affrontata dentro la mappatura di tutte le aree e siti con amianto del Gruppo. Per quanto riguarda la costruzione di una nuova centrale, il vicepresidente di Arcelor ha sottolineato che fa parte di un accordo in cui non c’è Arcelor Mittal e su cui non possiamo esprimerci».

Prossimo incontro il 27 novembre alle 18 con i commissari sullo stato di attuazione degli impegni commissariali, la mattina del giorno 28 per il piano industriale e nel pomeriggio per quello ambientale.

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