È nata a Roma «ma per sbaglio», racconta con un sorriso, a due anni i genitori si sono trasferiti a Genova ed è qui che è nata e cresciuta sino alla laurea (a pieni voti in filologia slava), poi 19 anni negli Stati Uniti e una carriera nell’ambito della comunicazione e del non profit prima di arrivare ai vertici di uno dei mondi più al maschile dell’economia, quello del petrolio e dell’energia.

Maria Delfina Gandolfo, segretario generale di Assopetroli e Assoenergia, riceverà il 22 novembre a Genova il premio Lady Truck Raimondo Sirotti 2017 per le imprese eccellenti al femminile.

«Sono sempre stata abituata a muovermi in un mondo al maschile – racconta – già in famiglia e poi, dopo la laurea, avevo a che fare con marinai russi, agricoltori, esponenti della polizia australiana e canadese, visto che ho lavorato per l’ufficio di collegamento dell’ambasciata australiana e canadese, ma quando mi hanno chiamato a dirigere Assopetroli e Assoenergia pensavo ci fosse uno sbaglio».

Il racconto di Gandolfo è lucido e racchiude una consapevolezza che matura nel corso degli anni, una presa di coscienza del fatto che può essere normale per una donna pensare di fare un passo indietro sul lavoro, proprio a causa di una diffusa convinzione di essere inadatta a un ruolo in quanto femmina, dovuta al tipo di società di ieri e in parte anche di oggi.

«Non è stato facile, per niente, le famiglie di petrolieri tramandano l’azienda di padre in figlio, le donne sono contemplate solo quando il maschio non arriva – spiega – anche io da piccola volevo fare la segretaria di mio padre, non il dirigente industriale, però ho capito dopo che mi avevano scelta perché volevano una persona che arrivasse “da Marte” come in effetti ero io, visto che al colloquio ho esordito dicendo che non sapevo neanche di che colore fosse il petrolio e che non possedevo neanche l’automobile, ma avevo delle caratteristiche che gli uomini non hanno».

La capacità di saper fare il passo indietro quando è necessario, un approccio anche emotivo ai problemi, sono caratteristiche che hanno permesso a Gandolfo di conquistare a poco a poco maggiore spazio in Assopetroli: «Ora hanno grande fiducia in me. È vero però che le donne devono sempre dimostrare qualcosa e quel qualcosa non è mai abbastanza».

La capacità di adattamento alle difficoltà e un pizzico di buona sorte, hanno consentito a Maria Delfina Gandolfo di dare una svolta alla propria carriera: «Mi sono sposata con un professore di Yale, l’Università dove ho svolto il dottorato, ero mamma a tempo pieno – ricorda – quando si è presentata l’occasione di lavorare per l’ambasciata d’Italia a Ottawa come press and information officer, mio marito mi rispose “va bene, ma io la bambina non la tengo, non ho tempo”, fu grazie ad Antonietta Carbone, che decise di aiutarmi tenendo la bambina, che conquistai quel posto, la mia vita è cambiata grazie alla solidarietà femminile».

Oggi Gandolfo vive a Roma «ma se ci fosse l’opportunità professionale di tornare a Genova lo farei di corsa, la città, il mare, mi sono rimasti nel cuore». Gandolfo non è solo segretario generale di Assopetroli e Assoenergia, ricopre anche la veste di rappresentante della Regione Liguria per l’American Chamber of Commerce di Milano, organizzazione affiliata alla Chamber of Commerce di Washington D.C. (la Confindustria statunitense) con delegazioni in molte città del mondo: «Mi dò da fare per promuovere scambi, essendo anche parte di “Choose New Jersey”, un’organizzazione per lo sviluppo economico dello Stato; con Liguria International stiamo facendo un lavoro di collegamento tra le portualità».

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