«Quello che sta avvenendo sulla caccia in Regione Piemonte è qualcosa di davvero grave e allarmante». Lo afferma Francesco Bruzzone, cacciatore e presidente del consiglio regionale della Liguria, a seguito dell’approvazione, nell’apposita commissione del consiglio piemontese, di un disegno di legge che disciplina l’attività venatoria in Piemonte introducendo la disciplina più restrittiva d’Italia.

«È una follia – spiega Bruzzone – che nonostante le recenti pronunce del Tribunale amministrativo regionale, il coinvolgimento della Corte Costituzionale e le vicende che hanno riguardato gli ultimi calendari venatori, la giunta Chiamparino continui a voler affossare una delle attività tradizionali e ludico-ricreative più antiche in spregio di una legge nazionale osservata da tutte le Regioni italiane, che tra l’altro, dal punto di vista ambientale, è la più conservativa d’Europa».

«Il Piemonte – prosegue il presidente del consiglio regionale ligure – ci aveva abituato a iniziative bizzarre, quali il tentativo di abrogare la caccia attraverso un referendum, ma mai mi sarei aspettato che un’amministrazione potesse giungere ad avere posizioni così talebane. Seguirò la questione con attenzione, augurandomi che venga impedita l’approvazione di questo testo in consiglio regionale, non solo nell’interesse dei cacciatori piemontesi, ma anche dei tanti liguri e lombardi che esercitano la propria passione in tale regione contribuendo in maniera significativa anche alla tenuta socio-economica di alcuni piccoli Comuni e dei moltissimi esercizi ricettivi e commerciali che traggono beneficio e sostentamento dell’indotto generato da tale attività. Mi auguro che già con il voto della prossima primavera possa avviarsi un cambiamento di rotta prima nel paese e poi in Regione Piemonte».

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