Una proposta ricca e articolata quella presentata da Ascom Genova nel corso del proprio consiglio generale, in vista degli stati generali dell’economia in programma il 29 novembre nel capoluogo ligure.

L’evento viene visto come un inizio per rilanciare il comparto: il piccolo commercio tra il 2010 e il 2016 ha cumulato una riduzione del venduto di 10 punti percentuali. La diminuzione dei piccoli esercizi è sotto gli occhi di tutti (quasi 91 mila a livello nazionale dal 2007 a oggi), in pratica un negozio su dieci ha chiuso.

Ascom, una galassia articolata

98 associazioni di categoria dai trippai agli agenti marittimi, passando per i farmacisti e gli agenti di commercio. Ascom è l’associazione più rappresentativa del commercio genovese. Il presidente è Paolo Odone, ma sono circa 1500 i dirigenti che partecipano in modo del tutto volontario alle attività delle singole associate.

Ascom evidenzia come negli anni Novanta i contratti a tempo pieno e indeterminato nei piccoli esercizi ammontava al 96% per gli uomini e al 76,9% per le donne, mentre oggi il part-time non volontario della grande distribuzione supera il 30% dei casi. Inoltre, sempre secondo i dati Ascom, a fronte di un posto di lavoro creato dai grandi centri commerciali, se ne perdono 5 nel piccolo commercio.

Per dare futuro ai piccoli negozi, Ascom evidenzia come sia necessario basare le scelte su una logica di equilibrio della rete distributiva, ma anche accelerare sulle strozzature infrastrutturali.

La mobilità urbana è una delle criticità principali secondo i commercianti, con il trasporto pubblico che sinora ha faticato a garantire un servizio efficiente e di appeal rispetto al mezzo privato: servono più parcheggi di rotazione e un’accelerata sulla mobilità condivisa per migliorare la fluidità del traffico cittadino.

In sostanza viene chiesto un piano parcheggi che soddisfi la domanda di posteggi a corona rispetto ai centri storici e commerciali, ma anche l’interscambio con il mezzo pubblico. In caso di pedonalizzazione di aree i commercianti auspicano che intorno vengano realizzati parcheggi per fruire delle strade recuperate.

Tramvia della val Bisagno, prolungamento della metropolitana, collegamento su ferro con le delegazioni più lontane dal centro, sono considerate la priorità.

Il vero nodo gordiano, per Ascom, è quello delle infrastrutture, che consentirebbero a porto e aeroporto di essere ancora più centrali nell’economia ligure. «In questo modo – spiega Paolo Odone, presidente di Ascom Genova – sarà possibile attrarre nuove imprese, per far tornare a crescere la popolazione cittadina e tornare a riempire i 30-40 mila appartamenti vuoti. Nizza, che oggi ha un milione di abitanti, ha dimostrato che è possibile farcela».

Da oggi e sino alla data degli stati generali dell’economia, Bj Liguria Business Journal pubblicherà le proposte dei singoli settori in diversi articoli, in modo da darne la giusta visibilità.

 

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