Gli enti che gestiscono i servizi alla persona sono coinvolti in una ridefinizione delle norme in materia di autorizzazione, accreditamento e contrattualizzazione con le Asl governate da Alisa. Il processo riguarda aspetti sia di natura economica sia di erogazione dei servizi.

Per questo le associazioni di utenti e di famiglie operativi nell’area della disabilità, ma anche la consulta handicap della Regione Liguria, oltre che gli associati del Corerh, il Coordinamento regionale enti riabilitazione handicap e i rappresentanti di Fenascop (Federazione nazionale strutture comunitarie psicosocioterapeutiche), si riuniranno il 20 ottobre alle 10 al teatro Von Pauer di Genova, in via Ayroli 35 per discutere degli effetti di queste modifiche, invitando le persone interessate.

“Il rischio obiettivo –  viene spiegato in una nota diffusa dal Corerh – è quello di una riduzione della qualità a seguito del contenimento dei costi, riduzione del budget e rimodulazione delle figure professionali coinvolte. Si torna ad essere per la regione solo handicappati e non disabili bisognose di cure. Domina nelle proposte l’assistenzialismo con gravi rischi di perdita di professionalità oggi presenti nei servizi”.

Di fatto, specifica il Corerh, si sta passando da processi riabilitativi e di integrazione a forme di assistenza già superate dalla metà del secolo scorso.

Vengono modificate le condizioni di lavoro e ridotte le risorse, causando danni e limitazioni che ricadono sul servizio fruito dall’utenza fino ad oggi – sostiene il Corerh – rispetto al complesso insieme di provvedimenti proposti, la quasi totalità degli enti gestori ha richiesto in maniera unitaria momenti di confronto con la direzione di Alisa, per spiegare razionalmente le ragioni dell’impossibilità di accettare tali proposte. Ragioni che, visto il diniego a recepire modifiche e adattamenti, hanno comportato anche azioni legali per far valere le diverse interpretazioni”.

Le ripercussioni negative dovute alle minori capacità di spesa disponibili, a parità di attività svolte e dei possibili ridimensionamenti dei servizi e delle risorse impiegate, saranno notevoli, secondo i promotori dell’evento. Per questo l’incontro dovrebbe servire per far emergere una via unitaria nella lotta “per non disperdere ciò che è stato conquistato dal privato sociale tramite la collaborazione tra famiglie e operatori così come è stato per l’integrazione scolastica, l’inclusione lavorativa e tante altre situazioni oggi divenute realtà”.

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