Il governo italiano ha preso posizione contro le attuali condizioni poste da Arcelor Mittal (capofila della cordata Am Investco) su Ilva, annullando il tavolo previsto oggi al ministero dello Sviluppo Economico. Il ministro Carlo Calenda non ha ritenuto accettabile aprire il tavolo senza garantire le condizioni salariali e contrattuali dei lavoratori.

L’azienda dovrà tornare al tavolo dopo il confronto con gli azionisti. Se ciò non avvenisse, riferisce la Cisl in una nota, il governo metterà in campo tutto quanto nelle sue prerogative per il rispetto impegni presi.

Le organizzazioni sindacali hanno apprezzato la posizione del governo. «Giudichiamo positivamente la forte presa di posizione espressa dal ministro Calenda per conto del governo in premessa dell’incontro – commenta Alessandro Vella, segretario generale Fim Cisl Liguria – così come peraltro annunciato anche dalle dichiarazioni del ministro
della Difesa Roberta Pinotti».

Intanto a Genova, il corteo dei lavoratori dell’azienda si è concluso davanti alla Prefettura. I lavoratori hanno atteso la comunicazione dai rappresentanti sindacali (la Fiom-Cgil non ha partecipato al tavolo romano), riuniti con il prefetto Fiamma Spena e le istituzioni che avevano firmato l’accordo di programma del 2005: Giovanni Toti (Regione Liguria), Marco Bucci (Comune di Genova), Paolo Emilio Signorini (Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale). Ora stanno tornando in fabbrica per proseguire con l’occupazione di 24 ore.

Oltre agli esuberi la nuova proprietà, aveva comunicato che i nuovi contratti rientreranno nell’alveo del Jobs Act con la perdita delle garanzie dell’art. 18.

 

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