Ragionevole soddisfazione per l’operato della giunta Toti, fiducia in quella di Bucci: il presidente di Assedil- Ance Genova Filippo Delle Piane esamina per Liguria Business Journal l’attività dell’amministrazione regionale e l’avvio della nuova amministrazione di Palazzo Tursi in un contesto macroeconomico favorevole alla ripresa.

«Giudicando la giunta Toti precisa Delle Piane – vanno presi in considerazione due aspetti, uno di carattere generale, l’altro che vale per il nostro settore».

«In linea generale – osserva il presidente di Assedil – bisogna dire che gli amministratori regionali non si sono mossi male. Toti sa benissimo che la comunicazione è fondamentale e ha operato con abilità e scaltrezza: il risultato è che la percezione dei cittadini è quella di una giunta che funziona. E infatti il centrodestra, in questi due anni e qualcosa, dopo la vittoria alle regionali ha vinto a Savona e poi a Genova e alla Spezia. Qualcuno ha detto: sì, Toti finora ha vinto ma perché i suoi avversari si sono suicidati, e sarà anche vero, però del suicidio degli avversari bisogna sapere approfittare».

Per quanto riguarda l’edilizia, «ho riscontrato una certa efficienza. È positivo il Piano Casa e se consideriamo il Regolamento edilizio unico vediamo che la Regione Liguria è stata veloce nell’acquisire questo strumento. Siamo abbastanza soddisfatti, anche se bisogna dire che l’interesse delle nostre aziende è più collegato alle amministrazioni locali che a quella regionale».

E veniamo al Comune di Genova

«In genere il cambiamento di colore di un’amministrazione dopo un lungo periodo di permanenza al potere di una parte è positivo, a prescindere dal fatto che si passi dalla sinistra alla destra o viceversa. La discontinuità in generale fa bene, fa bene il fatto che un territorio premi una parte o altra in base ai risultati e non in base all’appartenenza».

Le premesse inducono all’ottimismo. «Siamo in un momento di entusiasmo, il sindaco e i suoi assessori hanno entusiasmo e voglia di fare concretamente. Si capisce che il sindaco è stato un manager dal suo approccio ai problemi, si vede che è abituato a fare funzionare le cose e non a mediare e a raccogliere consensi.Tutto considerato stiamo vivendo una fase straordinariamente positiva: il fatto che giunta comunale e regionale siano dello stesso colore facilita la collaborazione tra i due enti, il quadro macro è quello di una sia pur timida ripresa, e Genova sta uscendo dall’anonimato. Ormai ogni occasione di afflusso turistico, ponti primaverili, agosto, nautico porta al tutto eusaurito negli alberghi. La città è entrata nei network internazionali e questo credo sia merito in buona misura dell’assessore al Turismo della giunta precedente, Carla Sibilla, che ha fatto un lavoro egregio, è stata bravissima. Ora è fondamentale che si continui»

Secondo Delle Piane, non mancano le leve su cui agire per favorire lo sviluppo della città. «Al prossimo Mipim di Cannes, evento leader a livello mondiale del mercato immobiliare, Genova deve assolutamente esserci, per stare sul mercato e per avere un riscontro dagli operatori internazionali dei propri valori immobiliari. Rimangono importanti operazioni da fare, si pensi all’area Fiera e a Ponte Parodi, all’Hennebique: nel periodo in cui la crisi era più acuta era difficile impegnarsi in nuovi progetti, ora bisogna farlo. Abbiamo una presenza come quella di Renzo Piano, brand di valore mondiale, però da manovrare con cura. Pensiamo anche ai passeggeri di navi da crociera e traghetti, alla stazione marittima ne passano più di tre milioni all’anno, se soltanto riusciamo a trattenerne in città il dieci per cento incrementiamo il turismo in misura sensibile. Anche per quanto riguarda le grandi opere i segnali sono positivi, il Terzo Valico non è più in forse, verrà realizzato, anche sulla Gronda i segnali sono buoni. Bisogna superare una certa propensione, che non è soltanto di Genova ma del Paese, alla percezione negativa. Certo, conta come le cose effettivamente vanno ma conta anche il percepito, specialmente per chi investe. Questa città ce la può fare a riprendersi ma deve volerlo».

 

 

 

 

 

 

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